Ambiente e territorio

RIFIUTI. VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE A TUTTI GLI ARTICOLI: RIFORMA IN AULA IL 29 SETTEMBRE. OBIETTIVI: ECONOMIA CIRCOLARE, DIFFERENZIATA, RICICLAGGIO E RIUSO, NUOVA TARIFFAZIONE. APPROVATI NUMEROSI EMENDAMENTI

Lunga seduta della commissione Territorio e Ambiente sul progetto di legge che modifica l’attuale normativa regionale. Votazioni diversificate sui singoli articoli ma sulle finalità complessive sostegno da Pd e Sel, no di Ln e Fdi-An e astensione M5s. Fra le modifiche introdotte, gestione dei rifiuti nel rispetto dei principi di legalità e di sicurezza sul lavoro; premialità per le imprese che innovino il ciclo produttivo e prodotti per ridurre la produzione di rifiuti; promozione degli ‘acquisti verdi’ nella Pa; nuova ripartizione del Fondo d’ambito di incentivazione; destinazione dei proventi delle sanzioni al miglioramento del servizio, ad attività di controllo e di informazione ed educazione

Con la votazione dei singoli articoli e degli emendamenti, la commissione Territorio, Ambiente, Mobilità, presieduta da Manuela Rontini, ha concluso la discussione sul progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata”, che riforma la Legge regionale 31/1996 (la lunga seduta pomeridiana di ieri della commissione è stata diffusa in diretta streaming). Il testo è ora atteso in Aula il prossimo 29 settembre, per l’ultimo esame e l’eventuale approvazione definitiva.

Erano stati depositati 104 emendamenti, relativi ai 10 articoli del progetto di legge. Presentando le proprie proposte di modifica, la relatrice del provvedimento, Lia Montalti (Pd), ha spiegato che “la maggioranza non intende modificare gli obiettivi da conseguire”. Dunque, si punta a ridurre la produzione pro capite dei rifiuti urbani dal 20 al 25% rispetto a quanto prodotto nel 2011; a minimizzare il quantitativo di rifiuto urbano conferito in discarica (meno di 150 chilogrammi annui per abitante); a raggiungere almeno il 73% di raccolta differenziata; a riciclare almeno il 70% di alcune materie (carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico). E’ poi stato ribadito come il concetto chiave della nuova legge sia il “chi inquina paga”, si va perciò nella direzione della “tariffazione puntuale”: dal 2020 si pagherà in base all’effettivo servizio erogato (i rifiuti effettivamente conferiti) e non più in base ai metri quadri dell’abitazione o al numero dei componenti della famiglia. Il principale criterio di efficienza sul quale valutare i vari sistemi di gestione sarà la riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, premiando i Comuni che invieranno meno rifiuti in discarica rispetto al dato medio regionale. Questo parametro sarà assunto anche per ripartire il fondo incentivante, tenendo conto degli “abitanti equivalenti” (oltre ai residenti, i cosiddetti city users). La disciplina dei sistema di raccolta dei rifiuti rimane prerogativa dei Comuni.

Per illustrare il contenuto dei propri emendamenti sono intervenuti più volte i consiglieri Stefano Bargi (Ln), che è anche relatore di minoranza, Tommaso Foti (Fdi-An), Andrea Bertani e Gian Luca Sassi (entrambi M5s); il Gruppo di Sel non ha presentato emendamenti, ma il consigliere Igor Taruffi ha preannunciato voti a favore di modifiche proposte dal M5s, come poi successo, e votato contro alcune proposte Pd, preannunciando proposte correttive in Aula. Bocciati tutti gli emendamenti Ln finalizzati a introdurre meccanismi sperimentali, in Comuni campione, per arrivare a definire la “tariffa puntuale” e stabilire che i rifiuti differenziati “sono una risorsa a cui attribuire valore economico”, e che tale valore “dovrà ridurre i costi complessivi a carico dei Comuni da imputare a tariffa”. Foti (Fdi-An), contestando a termini di Regolamento la presentazione di subemendamenti da parte della relatrice di maggioranza, ha ritirato i suoi emendamenti, preannunciandone la riproposizione in Aula.

Si sono succedute votazioni diversificate sui singoli articoli dai Gruppi di Sel e M5s. Ma su obiettivi e finalità complessive della proposta di legge il sostegno alla riforma è venuto dalla maggioranza, Pd e Sel; contrari Ln e Fdi-An, astenuti i consiglieri M5s.

Sono dunque stati approvati numerosi emendamenti che modificano il testo di partenza; ecco il contenuto di quelli più significativi.

All’articolo 1, fra le finalità, si è aggiunta quella di garantire la gestione dei rifiuti “nel rispetto dei principi di legalità e di sicurezza sul lavoro”. La Regione si propone di incentivare, direttamente e nei confronti dei Comuni, attività di informazione e educazione sulle misure dirette alla riduzione della produzione e al recupero dei rifiuti. Viene poi sottolineata la necessità di “favorire i progetti e le azioni di riduzione dello spreco alimentare a partire dalla fase di produzione e commercializzazione del prodotto”. Inoltre, si stabilisce che gli strumenti incentivanti previsti dalla nuova normativa regionale prevedano “premialità per le imprese che innovino il ciclo produttivo e prodotti per ridurre la produzione di rifiuti”.

All’articolo 3, nell’ambito delle politiche di promozione dei cosiddetti “acquisti verdi” da parte della Pubblica amministrazione, come dispone la Legge regionale 29/2009, si introduce l’obiettivo di accentuare l’acquisto e l’utilizzo di materiali riutilizzabili nei servizi di refezione pubblica.

Inoltre, è stato deciso che “a partire dal 31 dicembre 2020” ai fini del calcolo delle rese di raccolta differenziata la Regione “assume la metodologia di calcolo elaborata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)”.

Modifiche anche all’articolo 4, per le quali fino al 31 dicembre 2019 il Fondo d’ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti viene destinato per metà a diminuire il costo del servizio di igiene urbana degli utenti dei comuni che nell’anno precedente hanno prodotto quantitativi di rifiuti non inviati a riciclaggio inferiori al 70% della media regionale registrata e per l’altra metà a ridurre i costi di avvio della raccolta porta a porta, o sistemi equipollenti, o trasformazioni del servizio capaci di analoghi risultati di riduzione dei rifiuti non destinati a riciclaggio, finalizzati anche a promuovere sistemi di tariffazione puntuale e per la realizzazione dei “centri comunali per il riuso”. I Comuni possono poi accedere agli incentivi previsti dal Fondo previa valutazione da parte di Atersir dell’integrale copertura dei costi del servizio.

Infine, i 5 componenti della Commissione tecnica indipendente, con funzioni consultive, istituita da Atersir verranno così individuati: due indicati dalle associazioni ambientaliste iscritte nel registro regionale del volontariato, un membro delle associazioni regionali di rappresentanza imprenditoriale, un membro delle associazioni di tutela del consumo e uno dalle organizzazioni sindacali.

All’articolo 7, un emendamento della Giunta sposta l’entrata in vigore del tributo speciale dal 2016 al 2017.

All’articolo 8, sempre un emendamento della Giunta dispone, in merito alla clausola valutativa, che la relazione triennale da presentare alla Commissione assembleare competente venga predisposta con il contributo dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia e dell’Atersir.

Infine, all’articolo 9 un emendamento della relatrice di maggioranza dispone che “i proventi delle sanzioni sono incassati dai Comuni, che li destinano al miglioramento del servizio, ad attività di controllo e ad attività di informazione ed educazione”.

(rg) (lg)

 

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