Il consigliere Gian Luca Sassi (Mov5stelle) ha rivolto una interrogazione alla Giunta sollecitandola ad agire in tutte le sedi istituzionali di confronto Stato/Regioni per promuovere una nuova normativa che regolamenti in modo più chiaro l’accertamento della disabilità e la concessione dell’indennità di accompagnamento, in modo da evitare, in particolare, l’incertezza valutativa sul concetto di «atti quotidiani della vita», che, secondo il consigliere, “viene utilizzato strumentalmente per mortificare le famiglie che accudiscono” i loro cari affetti da disabilità, che “si vedono sottratte risorse economiche indispensabili al mantenimento dei famigliari a seguito di provvedimento di diniego dell’indennità di accompagnamento in fase di riconoscimento o di revisione”.
Sassi chiede inoltre alla Giunta di interagire con l’Inps per verificare quali siano le criticità in essere su questo fronte e invita l’esecutivo regionale a sostenere le famiglie a cui viene negato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento proprio a causa dell’incertezza valutativa sul concetto di «atti quotidiani della vita», ma che in realtà hanno una certificazione che attesta le loro limitazioni nel compiere questi atti, con la conseguente necessità di un’assistenza continua.
Il consigliere domanda, in sostanza, che si possano utilizzare, quando lo si ritenga opportuno, le strutture sanitarie pubbliche sia per accertare la veridicità delle certificazioni, sia per evitare oneri economici a persone già in forte difficoltà sia per la condizione di disabilità, sia per quella economica.
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