Infrastrutture e trasporti

PORTI. ASSEMBLEA ER A LARGA MAGGIORANZA: “MODIFICARE RIFORMA GOVERNO IN DISCUSSIONE IN PARLAMENTO, NO ALL’ACCORPAMENTO DI RAVENNA CON ALTRI SCALI”

Approvata una risoluzione presentata dal Pd, primo firmatario Gianni Bessi, e con emendamenti del consigliere Andrea Bertani (M5s), che sollecita miglioramenti al nuovo Piano sul sistema portuale italiano. “Importanti ricadute per il territorio regionale, non si può tacere”

Evitare l’ipotesi di accorpamento di Ravenna con altre realtà portuali, no ad una governance dei porti decisa senza la partecipazione di Regione ed enti locali, garantire la tutela del personale dipendente delle autorità portuali, la sicurezza sul lavoro e la legalità.

In vista dell’adozione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, attualmente al vaglio delle Commissioni parlamentari, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato ieri a larga maggioranza (favorevoli Pd, Sel, M5s, Fdi-An; astenuta Ln; nessuno contrario) una risoluzione che impegna la Giunta ad attivarsi al fine di rivedere le argomentazioni assunte dal Governo e sollecita modifiche e miglioramenti al provvedimento che prevede importanti ricadute per il porto di Ravenna.

La risoluzione è stata presentata da quattro consiglieri del Pd, Gianni Bessi (primo firmatario), Stefano Caliandro, Manuela Rontini e Mirco Bagnari, ed è stata integrata con 6 emendamenti proposti da Andrea Bertani (M5s), tutti approvati. Il documento solleva perplessità sul piano strategico così come formulato e auspica che in sede di stesura dei decreti delegati siano tenuti in considerazione una serie di rilievi emersi nelle Commissioni parlamentari e in sede di Conferenza delle Regioni chiedendo alla Giunta regionale di impegnarsi in tal senso.

Bessi (Pd) ha auspicato miglioramenti al provvedimento di riforma della portualità italiana e della governance delle autorità portuali il cui iter parlamentare, ha ricordato, è attualmente in corso. I temi in questione, ha riassunto, sono diversi: “Sull’ipotesi di accorpamento di autorità portuali per Ravenna- ha detto- crediamo non sia la soluzione migliore considerate le sue peculiari caratteristiche”. Bessi ha poi ribadito la necessità di “un coinvolgimento degli enti locali e delle Regioni nella nomina dei vertici delle autorità portuali” e “la necessità di garanzie a tutela della sicurezza sul lavoro e per la legalità”.

Tommaso Foti (Fdi-An) ha segnalato che il tema “è di grande rilievo per il Paese e ricomprende importanti ricadute sul piano territoriale”, è pertanto “doveroso su temi quali l’ipotesi di accorpamento delle autorità portuali che l’Assemblea legislativa si faccia sentire, il silenzio potrebbe sembrare un peccato di omissione. Peraltro- ha ricordato- molte questioni sono già state affrontate nella IX Commissione della Camera con osservazioni in linea con le critiche riservate nella risoluzione al documento del Governo”.

Il silenzio sarebbe grave”, ha ribadito Bertani (M5s) nel presentare gli emendamenti a sua firma con i rilievi mossi al Piano nazionale. “Da evitare- a suo avviso- l’ipotesi di accorpamento del porto di Ravenna così come è da respingere un modello centralistico sulla governance dei porti che invece deve essere decisa con la partecipazione dei territori”. E infine, “la necessità di formalizzare un impegno per la sicurezza sul lavoro e la formazione professionale degli operatori”.

Mirko Bagnari (Pd) ha sottolineato l’importanza del porto di Ravenna per l’intera economia regionale e ha ribadito “la necessità che siano migliorate le criticità contenute nel Piano proposto dal Governo che peraltro- ha sottolineato- contiene anche carenze nell’analisi dei dati sulla movimentazione di merci e persone e sopravvaluta i dati del traffico dei container. L’iter di approvazione tutt’ora in corso- ha concluso- ci fa auspicare che i nostri rilievi siano ascoltati”.

(is)

 

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