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LAVORO. VIA LIBERA A BOZZA DI PARERE SU RACCOMANDAZIONI UE SU DISOCCUPATI DI LUNGA DURATA, COMMISSIONI CHIEDONO DI SUPERARE STANDARD NAZIONALI: ‘OSTACOLO A PRESA IN CARICO PERSONALIZZATA’

Seduta congiunta delle commissioni Lavoro e Diritti delle persone. I consiglieri apprezzano la creazione di una rete integrata ma sottolineano le “difficoltà ad attuare dispostivi standard stabiliti a livello nazionale in realtà territoriali caratterizzate da diverse condizioni socio-economiche”

Positiva “la logica di una attivazione e responsabilizzazione delle persona nella ricerca attiva del lavoro nonché, in coerenza con questo approccio, la evidenziazione dell’importanza di un approccio preventivo alla disoccupazione di lunga durata”, ma è necessario anche “superare le criticità connesse all’attuazione da parte delle Regioni di politiche, misure e dispostivi standard stabiliti a livello nazionale nelle realtà territoriali caratterizzate da diverse condizioni socio-economiche e, soprattutto, da differenti politiche per l’occupazione e la crescita”.

Le commissioni Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport, presieduta da Giuseppe Paruolo, e Parità e diritti delle persone, presieduta da Roberta Mori, riunite in seduta congiunta, hanno espresso oggi parere positivo in risposta alla Raccomandazione del Consiglio europeo sull’inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro: hanno votato sì Pd e Sel, la Ln si è astenuta mentre Fdi-An e Fi hanno votato contro.

Come spiegato dai tecnici della Giunta, “l’adozione di standard nazionali per i disoccupati di lunga durata potrebbe costituire un ostacolo ad una presa in carico realmente personalizzata, l’unica in grado, in una logica di integrazione dei servizi, di dare risposte efficaci ad una platea di persone che, pur rientrando in una medesima categoria, presentano percorsi e fabbisogni molto diversi tra loro”. 
Rispetto alle proposte che arrivano dall’Unione europea, il parere esprime “piena condivisione” per “la centralità dei servizi per il lavoro nella presa in carico”, “l’importanza della messa in disponibilità di politiche attive del lavoro che supportino gli interventi di sostegno al reddito”, “l’attenzione alla costruzione e messa in disponibilità di una pluralità di interventi che permetta una presa in carico multidisciplinare e un intervento che contempli oltre a politiche del lavoro eventuali politiche sociali e sanitarie”, “l’approccio preventivo alla disoccupazione quale chiave per ridurre i rischi” e, infine, “la sottolineatura sulla necessità di accompagnare a politiche di contrasto alla perdita di lavoro interventi e politiche di allargamento della base occupazionale”.
Sono state introdotte alcune piccole modifiche al parere, specificando in maniera più chiara l’impegno per il “rafforzamento della coesione sociale”, la “valorizzazione dell’approccio multisettoriale” e l’attenzione ad “aspetti di genere, familiari e psicologici”.

Giorgio Pruccoli (Pd) ha lodato “la presa in carico personalizzata, perché serve un accompagnamento psicologico più che un focus sul posto di lavoro: nella mia esperienza da sindaco ho visto tanti inattivi la cui situazione era così grave da aver solo bisogno di ascolto, perché la speranza di un lavoro la avevano già persa, e a nessuno di loro i Centri per l’impiego hanno mai risolto un problema”.
Luciana Serri (Pd) ha sottolineato l’importanza di “prendere in carico le persone prima che per la mancanza di lavoro sopraggiungano difficoltà psicologiche o relazionali” e di “dare strumenti professionalizzanti”.
Per Tommaso Foti (Fdi) “serve attenzione particolare per le fasce di età più a rischio, come gli over 50, ed è importante guardare il mercato anche dal punto di vista dei datori di lavoro, le riconversioni sono troppo spesso imposte dall’alto”.
Secondo Barbara Lori (Pd) “le persone difficilmente possono rientrare nel settore di provenienza, specialmente se si parla di lavoratori poco qualificati, e in questo momento di difficoltà storica del mercato del lavoro si finisce per creare un clima di assoluta sfiducia”.
Roberta Mori (Pd) ha voluto sottolineare che “già avere politiche che si occupano in modo integrato di lavoro e reinserimento è un segnale importante, ora bisogna impegnarsi per garantire l’appropriatezza di queste politiche, con un margine per aggiornarle cogliendo i mutamenti”.
Katia Tarasconi (Pd) ha avanzato la proposta di “raggiungere un equilibrio tra i risultati ottenuti e i finanziamenti ricevuti dai centri per l’impiego, assistiamo a volte a corsi di formazione avulsi dalla reale necessità del territorio, senza considerare poi che è sbagliato pensare che tutti possano fare tutto”.
Francesca Marchetti (Pd) è intervenuta per sollevare alcuni dubbi tecnici sulla possibilità di inserire esplicitamente l’integrazione con i servizi di supporto psicologico e ha poi invitato a trovare soluzioni per “incrociare al meglio domanda e offerta secondo i bisogni della comunità”.
Per Yuri Torri (Sel) “serve una integrazione culturale tra formazione e lavoro con l’obiettivo di rafforzare la coesione sociale”.
Infine, Nadia Rossi (Pd) ha rimarcato “la fondamentale importanza di un sistema di reti, la nuova sfida non è solo il lavoro ma garantire dignità e fiducia, la presa in carico personalizzata significa valorizzare le capacità delle persone”.

(jf)

 

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