“Disporre l’immediata revoca del progetto di ampliamento della discarica ‘Tre Monti’ di Imola, impianto ampiamente datato”, anche “alla luce della recente riforma della normativa regionale sulla gestione dei rifiuti (L.r. 16/2015) e degli obiettivi, ormai prossimi, di riciclaggio e di recupero di materia. E prevedere “un reale piano di monitoraggio e controllo, affidato a un soggetto indipendente e credibile, relativo al livello di inquinamento di tutte le matrici ambientali, come ampiamente e ripetutamente richiesto dalla cittadinanza”. A chiederlo, in una risoluzione all’Assemblea legislativa, è Giulia Gibertoni (M5s).
La discarica “Tre Monti” di Imola, sottolinea la consigliera, “la più rilevante per rifiuti urbani e speciali del territorio regionale (il suo esercizio continuerebbe anche oltre il 2020), si avvia a diventare una delle più estese d’Italia, infatti il progetto iniziale previsto dal ConAmi, consorzio proprietario dell’area (mentre la discarica è gestita da HerAmbiente, società del gruppo Hera che a sua volta è partecipata all’8% dal ConAmi), prevedeva un ampliamento per oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti”. Potenziamento che procederebbe “per fasi successive, inizialmente con l’ampliamento del terzo lotto per 375.000 tonnellate e creando un nuovo quarto lotto, realizzando un bacino complessivo di abbancamento rifiuti suddiviso in due settori, su un’area di sedime totale di circa 7 ettari, raggiungendo così un abbancamento di 1.500.000 tonnellate di rifiuti, ma poiché il consorzio ConAmi possiede un’altra area in una zona intermedia tra la discarica di Imola e il quarto lotto che si andrebbe a realizzare nel comune di Riolo Terme (Ra), è facile prevedere la successiva futura richiesta del consorzio di un ulteriore ampliamento, considerata la ‘strategicità’ più volte avanzata dalla Regione per questo impianto”.
“La discarica- rimarca infine Gibertoni- è situata in mezzo ai calanchi in una zona franosa e sismica, con possibilità di fuoriuscita di percolato come sembra già essersi verificato più volte, anche verso il sottostante rio Rondinella sul fondo valle”, e nonostante “il rischio elevato- conclude- nei 40 anni di vita dell’impianto non sono mai state fatte delle indagini epidemiologiche sulla salute degli abitanti e i monitoraggi ambientali risultano estremamente carenti e non rappresentativi”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cr)


