“Chiarire quali sono i motivi che ancora ostacolano l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo casello di Rioveggio sull’autostrada A1, ormai fermo da più di 15 anni”.
E’ Marco Mastacchi (Rete Civica) a chiedere conto alla giunta “di un’opera non ancora realizzata ancorché avviata nel 2010 e che determina pesanti ricadute sul tessuto produttivo e sulle attività commerciali della zona”.
Sottolineando l’incuria e il degrado in cui versa il cantiere dell’opera, il consigliere ricorda poi come “gli eventi metereologici dell’ultimo periodo abbiano indebolito la tenuta idrogeologica del territorio, determinando smottamenti con danni anche ai fabbricati limitrofi al nuovo casello”.
Richiamati i molteplici atti ispettivi presentati nella scorsa legislatura, Mastacchi dà conto delle motivazioni addotte da Autostrade per l’Italia, secondo cui “le cause del protrarsi dei tempi di progettazione erano da ricercare nell’imprevista complessità geomorfologica di un fenomeno franoso”, motivo per cui si propendeva per suddividere gli iter autorizzativi in due fasi: “Una relativa al completamento dei lavori non interferenti con la frana, l’altra relativa all’esecuzione delle opere di mitigazione e al completamento degli interventi residuali necessari per la conclusione dei lavori”.
Ricordando, infine, come la parte del vecchio tracciato della A1 “dall’incrocio della SP59 fino a sud dell’abitato di Vado, doveva essere demolito e riqualificato come parco fluviale, mentre dall’incrocio della SP59 verso nord fino alla frazione di Lama di Setta del comune di Marzabotto l’attuale tracciato dismesso doveva essere riqualificato per sostituire la SP325”, Marco Mastacchi chiede conto all’esecutivo regionale per la stasi nei lavori sia nella costruzione del nuovo casello sia per la creazione del parco fluviale e la riqualificazione ambientale della zona.
In fase di risposta la Sottosegretaria alla presidenza di Giunta Manuela Rontini ha confermato come “nel 2022 fu rilevata la riattivazione di un movimento franoso che è alla base del ritardo nei lavori. A fronte della prima soluzione prospettata consistente in due fasi, la prima delle quali era la realizzazione dello svincolo e poi la messa in sicurezza più generale del territorio, il ministero delle Infrastrutture e trasporti si è detto contrario chiedendo l’inversione dell’ordine degli interventi. Ad oggi ASPI sarebbe pronta con il progetto di intervento da sottoporre alla conferenza dei servizi. Per quanto riguarda invece il parco fluviale, si sarebbe ancora in attesa del progetto esecutivo per poi ottenere l’autorizzazione idraulica, mentre sono allo studio interventi più generali di intervento sul territorio circostante per venire incontro alle richieste dei sindaci della zona. Nella prossima cabina di regia che si dovrebbe svolgere nel prossimo mese di maggio ci sarà il dettaglio di tutte le azioni in atto, anche se bisogna specificare come tutte le opere siano soggette all’approvazione del piano finanziario della concessionaria in corso di contrattazione tra ASPI e il MIT”.
Marco Mastacchi si è dichiarato non soddisfatto delle risposte ottenute. “Al di là delle parole, delle autorizzazioni e delle cabine di regia, cosa può pensare un abitante della zona che da 25 anni è costretto a vivere questa realtà? Mi preoccupa poi il passaggio sul finanziamento di queste opere e preannuncio fin da subito un nuovo atto ispettivo non solo per avere risposte più precise e puntuali sul calendario dei lavori, ma anche per capire cosa ha fatto ASPI dei finanziamenti già concessi in fase di realizzazione della variante di valico”.
(Luca Boccaletti)
La comunicazione istituzionale del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 12 aprile 2024 è soggetta alle disposizioni in materia di “par condicio” (legge 28/2000)



