Avviare la ricognizione sull’incidenza della fibromialgia sul territorio regionale attraverso il Registro regionale; promuovere la predisposizione, da parte del Comitato Scientifico Regionale, di linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare; individuare un Centro di riferimento e di specializzazione regionale per coordinare il sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura della fibromialgia; impegnare la Giunta regionale a presentare un progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’eventuale partecipazione regionale alle spese previste per gli esami diagnostici e i trattamenti necessari a favore dei malati.
A chiederlo è Fratelli d’Italia con una proposta di legge presentata da Marta Evangelisti (prima firmataria) e Francesco Sassone che ricordano come “in Emilia-Romagna non sono disponibili stime sulla prevalenza della fibromialgia nella popolazione generale. Proiettando le stime fornite dal Consiglio Superiore di Sanità (1,5%-2% della popolazione generale), la popolazione emiliano-romagnola affetta da fibromialgia risulterebbe essere compresa tra i 66 mila e 89 mila abitanti. La popolazione affetta potrebbe, comunque, essere superiore qualora si applicassero le stime internazionali (fino all’8% della popolazione generale). La significativa prevalenza della fibromialgia nella popolazione generale (2%-8%) e la complessità clinica della diagnosi e trattamento possono avere un rilevante impatto organizzativo ed economico sui sistemi sanitari, in particolare a copertura universale”.
(Luca Molinari)
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