La giunta regionale agisca in ogni sede, chiedendo al ministero dell’Istruzione e del merito di tornare indietro sulla decisione di ridurre i posti nell’organico scolastico, riduzione annunciata anche per le scuole dell’Emilia-Romagna.
È la richiesta che arriva dalla consigliera del Partito democratico Elena Carletti, con un’interrogazione alla giunta, sottoscritta anche dalla collega Maria Costi.
Nell’atto ispettivo si evidenziano, fra le criticità, “la consistente riduzione degli organici e la diminuzione dei posti per gli insegnanti, riproponendo il rischio di classi contrassegnate da un insensato e dannoso rapporto fra il numero degli allievi e del personale docente”. “Come sottolineato con comprensibile preoccupazione da parte delle organizzazioni sindacali del settore – proseguono le firmatarie -, la riduzione annunciata investirà tutte le province della regione, a eccezione di Parma, comportando la perdita di 191 posti comuni”.
Il peso di questa riduzione, affermano Carletti e Costi, avrà un impatto “per studentesse e studenti con disabilità, a prescindere dai posti riservati al sostegno, e analogo effetto si determinerà rispetto all’offerta educativa a tempo pieno”.
Nell’interrogazione, inoltre, si ricorda che “fra le motivazioni invocate dal Ministero per giustificare la riduzione, c’è il calo complessivo di iscritte e iscritti alla scuola in Emilia-Romagna, circa 6.000 in meno, riduzione che è più sensibile nelle aree montane e periferiche”. Ma, precisano le consigliere, “operare con automatismi nella riduzione degli organici scolastici mina sia la qualità dell’istruzione sia ogni politica di sostegno alla genitorialità, accrescendo, invece, i rischi di dispersione scolastica e di dequalificazione dei processi educativi”.
Da qui l’interrogazione alla giunta alla quale si chiede anche “quali azioni abbia già messo o intenda mettere in campo per contrastare gli effetti negativi di tale riduzione”.
(Brigida Miranda)
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