Ambiente e territorio

Question time Sabattini (Pd): “Sulle aree idonee la Regione intervenga per norme nazionali chiare”

Sottolineata, dopo la sentenza del Tar del Lazio dello scorso 13 maggio, ”la radicale modificazione dell’impianto normativo nazionale e, conseguentemente, delle linee guida e procedure che Regioni e operatori erano chiamati a seguire per garantire uno sviluppo pianificato e sostenibile delle fonti rinnovabili”

“Chiarire quali iniziative vuole adottare la Regione per supportare concretamente i Comuni nella gestione delle sempre più numerose richieste di installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, soprattutto nei territori più esposti alla pressione degli investimenti, in attesa della revisione del decreto ministeriale sulle aree idonee”.

Così Luca Sabattini (Pd) con un’interrogazione firmata anche dai colleghi di gruppo Paolo Calvano e Alice Parma, sulla situazione originata dalla sentenza del Tar del Lazio che lo scorso 13 maggio ha annullato alcuni capisaldi del decreto ministeriale “Aree Idonee”. Tra le parti cancellate dal tribunale amministrativo i passaggi in cui venivano posti in capo alle Regioni i criteri di individuazione delle aree idonee e non idonee per l’installazione degli impianti ad energia rinnovabile.

Alla luce del ritardo nel decreto ministeriale, della pronuncia del Tar e in virtù di “interventi legislativi che si sono succeduti senza un disegno organico” i dem criticano “la stratificazione di provvedimenti settoriali che hanno inciso, direttamente o indirettamente, sulla disciplina delle fonti rinnovabili”. Alla difficile situazione normativa, poi, per Sabattini, Calvano e Parma “si aggiunge una crescente complessità procedurale legata alla pluralità dei regimi autorizzativi esistenti, un mosaico che ha generato incertezze e disparità applicative tra territori, rendendo difficile per i Comuni e le stesse Regioni orientare in modo coerente lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili”.

In attesa dei 60 giorni che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha a disposizione per rivedere e rieditare i criteri nazionali per l’individuazione delle aree idonee, le Regioni devono quindi adeguare i propri strumenti, rimodulando le politiche di delocalizzazione degli impianti a energie verdi e ciò -continuano i consiglieri-  “ha già significato lo stop al progetto di legge regionale dell’Emilia-Romagna che mirava a fornire criteri chiari per l’individuazione delle aree idonee proponendo un equilibrio tra esigenze energetiche, tutela del paesaggio, del suolo agricolo e dei valori ambientali”.

Senza una chiara  regia pubblica i dem ricordano anche come si “registrino crescenti tensioni territoriali legate alla localizzazione degli impianti fotovoltaici ed eolici e come siano centinaia i procedimenti autorizzativi pendenti per nuovi impianti, collocati soprattutto in zone agricole o collinari e i Comuni, in mancanza di criteri chiari per valutare la compatibilità ambientale, sono soli nel gestire situazioni complesse e conflittuali senza adeguati strumenti di orientamento e pianificazione”.

Rispondendo alla sollecitazione posta, l’assessora all’Ambiente Irene Priolo ha ribadito quanto esposto in sede di commissione assembleare negli scorsi giorni. “Attualmente il quadro normativo è alquanto convulso -ha specificato Priolo- e anche i tempi non sono per nulla certi in quanto continuano ad uscire e ad accumularsi sentenze e ordinanze sul tema. Spiace il modus operandi scelto dal governo perché lo stop forzato alla nostra legge ha bloccato svariate domande che erano già in iter. Per sopperire al caos legislativo verrà emanata nelle prossime ore una circolare operativa che invieremo a tutti gli enti e ai tavoli tecnici: in sostanza rimane valida la legislazione nazionale del 2010, il Decreto Legislativo 199/2021 e le delibere regionali 28/2010 e 125/2023 per il fotovoltaico, a cui si aggiunge la 51/2011 per le altre fonti di energia rinnovabile. Rimanendo a disposizione per aiutare gli enti in difficoltà, non possiamo che auspicare la massima celerità da parte del governo per un decreto frutto anche del confronto con le Regioni”.

Sabattini si è detto quindi soddisfatto delle risposte ottenute. “Non potendo far altro al momento se non giocare di rimessa -ha concluso il dem- auspico che l’argomento rimanga prioritario nelle agende politiche di tutti noi anche per assicurare un’effettiva parificazione dei nostri territori”.

(Luca Boccaletti)

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