Con le sue 38 sedi dei centri per l’impiego, le sette sedi decentrate e i nove uffici per il collocamento mirato, l’Agenzia per il lavoro consolida il suo impegno per rafforzare la prossimità, per radicarsi sui territori e per dare risposte sempre più personalizzate agli utenti che vi si rivolgono. Il tutto anche grazie a una sempre più ampia digitalizzazione dei servizi e a sistemi informativi avanzati, in un periodo in cui le nuove povertà sono in crescita costante e si assiste a un ampliamento del divario tra l’occupazione femminile (63,2%) e maschile (77,4%), arrivato a -14,2%.
A fare il punto sui risultati conseguiti dall’Agenzia nel 2024 e sugli obiettivi per il 2025 sono stati l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia e il direttore dell’Agenzia, Paolo Iannini, intervenuti oggi nella Commissione Lavoro presieduta da Maria Costi. Entrambi gli schemi di delibera (attività 2024 e obiettivi 2025) hanno ricevuto il parere favorevole dalla commissione.
Paglia ha evidenziato “il prezioso e capillare lavoro svolto dall’Agenzia sul territorio”. “Lo svolgimento del programma GOL ha significato un cambio di lavoro e di metodologia e il potenziamento dei centri per l’impiego sta dando risultati importanti: l’Emilia-Romagna sta concorrendo in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi occupazionali nazionali. Il nostro obiettivo è quello di far diventare l’Agenzia e le sue dislocazioni territoriali non solo punti di riferimento burocratici, ma sempre più dei centri di servizi integrati sul territorio per lavoratori, imprese e amministrazioni”, afferma.
Le persone che hanno avuto almeno un contatto con i centri per l’impiego, nel 2024 sono state circa 151mila. Di queste, sono state quasi 90mila – attraverso un colloquio di orientamento di base – quelle prese in carico nell’ambito del programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). I programmi concordati complessivamente con gli utenti sono stati quasi 95mila.
Da questi numeri parte la programmazione per il 2025: tra gli obiettivi delineati figurano lo sviluppo di modelli di intervento capillare, per intercettare utenti che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro, il coinvolgimento degli attori locali, la creazione di relazioni solide con il contesto produttivo locale. Punti fermi, come spiega Iannini, sono “la qualità dell’occupazione, la valorizzazione delle competenze, l’equità del lavoro”. “Nel 2025 l’Agenzia si propone di qualificare le prestazioni per quanto riguarda l’orientamento specialistico – ha aggiunto Iannini – e di rafforzare i servizi di accompagnamento al lavoro autonomo”.
Prosegue anche l’impegno di raggiungere il target europeo di 57.699 beneficiari del programma GOL, includendo l’utenza più fragile come donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità o persone di età inferiore ai 30 o superiore ai 55 anni.
Grande attenzione sarà riservata ai tirocini e alla vigilanza sul rispetto della relativa normativa, con l’obiettivo che almeno il 60% degli utenti che abbiano concluso un tirocinio vengano avviati al lavoro entro 12 mesi. Altra priorità riguarda il sostegno alle transizioni al lavoro, che riguardano tutti quei cambiamenti che ci si può ritrovare ad affrontare nel corso della propria vita lavorativa. L’agenzia opera anche per coordinare e rendere efficaci i due strumenti nazionali di integrazione al reddito, il supporto per la formazione e il lavoro (SFL) e l’assegno di inclusione (ADI): si punta anche sulla collaborazione con gli Atenei, che sono di supporto nell’orientamento degli studenti che hanno terminato il corso di studio.
Non mancano, tuttavia, elementi di riflessione su cui occorrerà lavorare. “Il tasso di occupazione è del 75,6%, un dato molto alto, ben superiore alla media nazionale e quello di disoccupazione è ridotto al 4,3% – ha spiegato Iannini -. Ma la disparità di genere è ancora presente nei contesti lavorativi”. In particolare, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono 738mila nel 2024 (di questi il 62% donne), con un aumento del +3,8% rispetto al 2023: incremento che riguarda quasi interamente la componente femminile. Rispetto al 2019, inoltre, è raddoppiato il numero di famiglie che vive in condizioni di povertà relativa: nel 2023 è stato stimato che il 7,4% dei residenti della regione era a rischio di povertà o esclusione sociale, circa 330mila persone. E c’è poi il tema della povertà lavorativa: avere un lavoro, infatti, non basta a scongiurare la povertà. Negli ultimi anni la quota di occupati a rischio di povertà è cresciuta in modo costante, passando dal 9,5% del 2010 all’11,5% del 2022.
Temi su cui è stato avviato il dibattito.
“Sarebbe importante comprendere – afferma Alberto Ferrero (FdI) – quante persone hanno effettivamente trovato occupazione a seguito dell’accesso ai centri per l’impiego per valutare l’impatto delle misure messe in campo”.
Anche Elena Ugolini (Rete civica) specifica che “nel documento non si fa cenno agli esiti occupazionali, se non per le attività di tirocinio, un dato utile per valutare l’efficacia di tutti i percorsi erogati”. Ugolini ha poi posto il tema delle agenzie private accreditate e degli enti di formazione, “un mondo che ha evidenziato una difficoltà a una vera integrazione con le attività dell’Agenzia, perché si sente più come un erogatore di servizi e non coinvolto in una gestione comune”. Infine, “sarebbe utile comprendere cosa si sta facendo in un’ottica di prevenzione per i Neet”.
Per Fabrizio Castellari (Pd) “è fondamentale che esista uno strumento come l’Agenzia, articolato su tutta la regione”. “L’attività di questi professionisti è preziosa, perché lavoro significa prima di tutto dignità ed è soprattutto nell’inclusione dei più fragili che misuriamo la qualità dei nostri servizi al lavoro”.
Francesco Sassone (FdI) ha invece posto il tema della differenza tra il numero dei contatti presso i centri per l’impiego (circa 151 mila) e il numero di “profilazioni qualitative” (circa 90 mila).
Per Valentina Castaldini (FI) “il piano 2025 ha ambizioni strategiche importanti ma anche implicazioni derivanti dall’attività del 2024 che mostra luci e ombre”. Castaldini ha ribadito l’importanza di partire al più presto con i progetti di lavoro nei contesti carcerari, “un’iniziativa concreta di alto valore civile, che punta a prevenire la recidiva attraverso il lavoro: abbiamo bisogno di avere tempi certi e trasparenza sulle risorse che a questo progetto saranno dedicate”. Sul tema dell’impiego delle persone con disabilità, aggiunge poi Castaldini, “c’è da fare un lavoro più specifico”.
Simona Lembi (Pd) ricorda come quello dell’Emilia-Romagna sia “un tessuto di particolare vivacità, con un mercato del lavoro attivo, con una grande attenzione al dialogo tra parti sociali e istituzioni”. Lembi punta l’attenzione sulle questioni della “perdita del valore di acquisto dei salari, della deindustrializzazione, dell’impoverimento complessivo e dell’incremento delle disuguaglianze come quelle di genere”. “Su questo chiedo all’Agenzia di darci una mano, anche per capire meglio quali strumenti individuare o rafforzare per fare fronte a queste ‘fatiche’ di questa precisa fase storica”.
Infine Elena Carletti (Pd) ha chiesto che sia svolto un approfondimento sul tema della popolazione inattiva in età lavorativa. “È un tema che ci sta a cuore e sul quale dobbiamo prevedere azioni mirate: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per intercettare e affrontare questa fragilità”, conclude.
(Brigida Miranda)



