Sollecitare Governo e Parlamento affinché la definizione di “caregiver”, e il relativo riconoscimento di diritti e tutele, risponda a principi di inclusività ed equità. È quanto si chiede in una risoluzione a firma del Partito democratico e del gruppo Civici con de Pascale, presentata da Elena Carletti (Pd, prima firmataria), sottoscritta anche dai colleghi di partito Gian Carlo Muzzarelli, Francesco Critelli, Anna Fornili, Maria Laura Arduini, Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Fabrizio Castellari, Andrea Costa, Ludovica Carla Ferrari, Valentina Ancarani, Eleonora Proni, Niccolò Bosi, Maria Costi, Alice Parma, Lodovico Albasi, Francesca Lucchi, Simona Lembi, Luca Giovanni Quintavalla, Barbara Lori, Matteo Daffadà, Luca Sabattini e dai civici Vincenzo Paldino e Giovanni Gordini.
In particolare, nell’atto di indirizzo si chiede che, a livello nazionale, sia garantito “il mantenimento di una definizione ampia del caregiver familiare, prevedendo la possibilità, da parte della persona assistita, di scegliere come proprio caregiver anche una persona con la quale abbia una relazione affettiva o di amicizia stabile”. Infine, si chiede alla giunta regionale di agire in tutte le sedi opportune, affinché “siano attivate tutele crescenti rapportate al carico assistenziale” e “siano previste risorse congrue”.
“In una società con bisogni assistenziali sempre maggiori – spiegano i consiglieri firmatari – e disponibilità economiche sempre più limitate, il caregiver diventa uno dei cardini su cui si regge il sistema di welfare: il suo ruolo è fondamentale nell’integrare gli interventi di assistenza territoriale”. A livello normativo, proseguono i firmatari, “uno dei problemi aperti riguarda il fatto che la definizione di caregiver non comprende la possibilità di una relazione che non sia parentale. Una persona, in base a questa definizione, non potrebbe essere caregiver di un’altra se fosse solamente suo amico o amica o se semplicemente due persone decidessero di accordarsi per una relazione di caregiving familiare”. “Manca ancora una norma nazionale organica sui caregiver familiari – prosegue l’atto di indirizzo -, mentre la norma regionale rispecchia già questa realtà complessa e diversificata”: nella legge regionale 2/2014 e successive modifiche, infatti, si precisa, tra l’altro, che la coabitazione non è un elemento essenziale per l’individuazione del caregiver (modifica introdotta nel 2024).
Nella Commissione sanità, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, è stato avviato il dibattito.
“La nostra Regione, rispetto al tema del caregiver ha avuto un approccio pioneristico – afferma Elena Carletti (Pd) -, valorizzando già nel 2014 questa figura cardine nel sistema dell’assistenza. A fine maggio il ministro Locatelli ha annunciato un lavoro sul tema del caregiver e ho ritenuto importante portare il contributo della nostra Regione: il dato della convivenza è troppo ristretto in un panorama così complesso e auspico che nella normativa nazionale si dia la stessa attenzione contenuta nella norma regionale”.
Sulla stessa linea Gian Carlo Muzzarelli (Pd) per il quale “è importante valorizzare le esperienze positive della Regione Emilia-Romagna, trovando su questi temi le sintesi più avanzate”.
Valentina Castaldini (FI) ha parlato della necessità di “fare un passo in più, riprendendo in mano la legge regionale per mettere insieme le basi per immaginare il futuro”. “Sarebbe importante un’apertura su alcuni temi, come quello del contributo diretto alle famiglie: credo che i tempi oggi siano maturi per questo confronto”, afferma Castaldini.
Anche per Nicola Marcello (FdI) è il momento di pensare “a una revisione della legge regionale del 2014, proseguendo in simbiosi con le leggi nazionali”.
Per Marta Evangelisti (FdI) “si tratta di un tema importante, una delle sfide più delicate che riguarda la sostenibilità del nostro welfare e della capacità delle istituzioni di dare ai cittadini risposte efficaci: ed è giusto pensare a strumenti concreti”. Secondo Evangelisti, tuttavia, la risoluzione non tiene conto dell’impegno del governo nazionale sul tema, “impegno che andrebbe riconosciuto”. “In ogni caso vorremmo che questa Regione si impegnasse concretamente a collaborare per arrivare a una legge organica condivisa”, ribadisce Evangelisti nell’annunciare il proprio voto di astensione.
Maria Costi (Pd) ha sottolineato la necessità di coinvolgere anche le imprese “soprattutto sul fronte della facilitazione degli orari per il caregiver e in considerazione del fatto che sono molte le imprese che, per senso di responsabilità, investono nel sociale”.
Per Elena Ugolini (Rete civica) “l’idea di poter lavorare insieme è un passo in avanti importante”. Anche Ugolini, infine, ha evidenziato l’importanza di rivedere la legge regionale del 2014.
La risoluzione è stata approvata in Commissione sanità con i voti favorevoli delle forze di maggioranza presenti e con l’astensione delle forze di opposizione.
(Brigida Miranda)



