La commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, ha aperto i lavori della seduta odierna con l’audizione del presidente del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna dell’Ente nazionale Sordi (Ens), Giuseppe Varricchio. Era presente anche il segretario nazionale dell’ente, Costanzo Del Vecchio.
“L’Emilia-Romagna si è dotata di una buona legge regionale per il sostegno individuale alle persone sorde- ha ricordato Varricchio- ma occorre potenziarne l’efficacia migliorando l’accessibilità ai servizi pubblici, oggi al palo per la mancanza di operatori capaci di comunicare, al fine di garantire a queste persone un’efficace inclusione sociale”. Pertanto, “la diffusione della Lingua italiana dei segni (Lis) e dei servizi di interpretariato sono una assoluta priorità”. Altri aspetti critici sui quali la Regione potrebbe intervenire sono “l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario per le protesi, fermo al 1999, la diffusione, tramite Lepida, di informazioni regionali e locali dedicate, la promozione di servizi scolastici adeguati e la modifica della norma che impedisce all’Ente nazionale Sordi, nell’articolazione regionale, la possibilità di iscrizione all’albo regionale delle associazioni di promozione sociale”. Per il segretario nazionale Del Vecchio, “i sordi sono ‘disabili invisibili’, quindi il primo passo per la loro inclusione sociale è l’abbattimento delle barriere della comunicazione a partire dagli enti e dalle istituzioni della pubblica amministrazione, all’interno della quale occorrerebbe attivare sportelli dedicati e modalità di comunicazione tramite video chat”.
Daniele Marchetti (Ln) ha chiesto “informazioni in merito al funzionamento del sistema delle chiamate di emergenza per le persone sorde”, proponendo “la convocazione di un tavolo di lavoro, al quale invitare l’assessore competente, finalizzato alla predisposizione degli interventi correttivi alle norme regionali vigenti”. Del Vecchio ha risposto che “l’Ens ha messo a punto un sistema per le chiamate d’emergenza di svariati operatori denominato ‘Sos sordi’”.
Raffaella Sensoli e Giulia Gibertoni (M5s) hanno ricordato come “l’istituzione di un tavolo di coordinamento tra Regione e associazioni ed enti rappresentativi delle persone sorde sia già previsto da una delibera regionale ma non sia mai stato convocato”, chiedendo “se funzioni il servizio di screening neonatale e il successivo percorso di riabilitazione”. Le consigliere hanno poi proposto “la promozione, da parte dell’Assemblea legislativa, di un servizio di sottotitolazione per audiolesi delle dirette streaming”. Per il segretario nazionale dell’Ens, “le metodologie di screening neonatale dovrebbero essere uniformate a livello nazionale, mentre per il percorso riabilitativo è conclamata l’efficacia del bilinguismo, cioè l’insegnamento sia delle lingua italiana sia della Lis”.
Igor Taruffi (Sel) ha domandato “se i servizi sperimentali in ambito ospedaliero attivati dalla Regione Toscana siano esempi efficaci da seguire anche nella nostra regione”. “Le esperienze pilota nell’ambito dei servizi di pronto soccorso della Toscana si sono rivelate efficaci”, è stata la risposta.
Per Giuseppe Boschini e Francesa Marchetti (Pd) gli interventi alla portata immediata della Regione sono “la modifica della normativa regionale per garantire l’iscrizione dell’Ente nazionale Sordi all’albo delle associazioni di promozione sociale e l’attivazione di un servizio di segreteria per le persone sorde”. Hanno poi chiesto “quale sia il numero di persone sorde in Emilia-Romagna, come funzioni l’inserimento scolastico dei bambini con sordità e quale sia il rapporto tra tecnologia e sordità (applicazioni, utilities, etc)”. Il presidente Varricchio ha risposto che “nella nostra regione i sordi sono poco più di 3 mila e l’inserimento degli studenti sordi nella scuola pubblica è efficace solo se è disponibile personale altamente specializzato, altrimenti sono assai più funzionali le scuole speciali per sordi”.
Tommaso Foti (Fdi-An) ha domandato se si ritenga necessario “un intervento legislativo regionale per il riconoscimento della Lingua italiana dei segni”. Per Del Vecchio, “ogni intervento normativo volto al riconoscimento e alla diffusione della Lis è ben accetto”.
Il presidente Zoffoli, annunciando “una prossima audizione di un’altra associazione regionale che si occupa di persone sorde”, ha confermato “l’impegno della commissione per predisporre interventi correttivi condivisi alle norme regionali in materia”.
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