Non solo “diverse fonti del mondo della ricerca e dei produttori agricoli” avanzano lamentele “in merito alla ‘trasparenza ed equità’ delle modalità adottate per la stesura e gestione dei bandi ai sensi del Piano di sviluppo rurale 2014-2020”, ma addirittura, secondo alcune segnalazioni, ancora da verificare, “i suddetti beneficiari avrebbero agito da ‘consulenti più o meno occulti’ nella redazione dei bandi stessi”.
A sollevare il caso è Galeazzo Bignami (Fi), in una interrogazione alla Giunta in cui sottolinea come “negli ultimi anni, i fondi dedicati alla ricerca e innovazione in agricoltura sono stati stranamente sempre ‘accaparrati’ quasi completamente da un ristretto e definito numero di soggetti, limitati e organizzati tra loro, anche tramite partecipazioni incrociate o utilizzando società create ad hoc per intercettare i fondi regionali e comunitari”.
Il consigliere chiede quindi all’esecutivo regionale di “approfondire la fondatezza di tali segnalazioni, in particolare in merito alla possibilità che tali bandi grazie alle loro modalità per la stesura, presentazione e valutazione dei progetti, possano in qualche modo favorire a priori soggetti già ‘esperti’ dell’accesso ai finanziamenti”, di “verificare la trasparenza della gestione dei bandi in oggetto” e di “garantire che si finanzi la realizzazione di innovazione e non il funzionamento delle strutture di chi fa ricerca, verificando che a fine bando non risultino premiate, magari anche in misura predominante, le ‘tematiche istituzionali di ricerca e sperimentazione’”.
Bignami propone infine di “prevenire abusi evitando che chi ha steso il bando e lo ha gestito sino alla ricezione dei progetti sia anche partecipe della valutazione, e della successiva gestione del finanziamento, dei progetti stessi”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(jf)


