Sanità e welfare

FdI: fare chiarezza sui criteri di accesso e distribuzione territoriale dei contributi per i Centri estivi 2025

A chiederlo è un’interrogazione a firma Giancarlo Tagliaferri e Marta Evangelisti

Fare chiarezza sui criteri di accesso e distribuzione territoriale dei contributi per i Centri estivi 2025.

A chiederlo è Fratelli d’Italia con un’interrogazione a firma Giancarlo Tagliaferri (primo firmatario) e Marta Evangelisti in cui si ricorda come la Regione Emilia-Romagna abbia previsto nel bilancio 2025 uno stanziamento di 10 milioni di euro a favore dei centri estivi, con un incremento di 3 milioni rispetto all’anno precedente per favorire la conciliazione vita-lavoro delle famiglie. Il governo ha approvato la misura del “Bonus Centri Estivi 2025” (rifinanziato con la Legge di Bilancio e gestito tramite INPS), destinando 60 milioni di euro a livello nazionale per sostenere le famiglie, in particolare quelle con redditi medio-bassi e parallelamente, sono stati rafforzati i fondi del Family Act, che prevedono risorse
specifiche per servizi di conciliazione vita-lavoro e sostegno all’infanzia, in raccordo con gli enti locali e il terzo settore”.

Tagliaferri e Evangelisti ricordano come “in altre Regioni, grazie al coordinamento con i fondi nazionali, sono state adottate modalità di accesso semplificate (es. graduatorie uniche online, voucher digitali) per garantire maggiore uniformità e tempestività nell’erogazione”.

Da qui la richiesta di sapere quali criteri siano stati adottati per la ripartizione delle risorse tra le province e se siano stati utilizzati indicatori socio-economici omogenei e quale sia stata la percentuale di famiglie effettivamente beneficiarie rispetto al totale delle domande presentate, suddivisa per provincia;

L’atto ispettivo di FdI chiede, inoltre, se siano emerse disparità territoriali significative e, in caso affermativo, quali misure correttive siano state adottate o previste e se vi sia stato un coordinamento con i fondi nazionali (Bonus Centri Estivi INPS e Family Act) al fine di evitare sovrapposizioni o disomogeneità di accesso, e se ci sia intenzione di stabilizzare o incrementare ulteriormente tali risorse anche per gli
anni futuri, in linea con la programmazione nazionale sulle politiche familiari.

(Luca Molinari)

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