Garantire la continuità del collegamento ferroviario Marradi-Faenza, anche potenziando l’integrazione ferro-gomma, e un servizio sostitutivo dedicato esclusivamente agli studenti, con orari chiari e fermate adeguate. A tal proposito, la giunta renda noti gli esiti dell’interlocuzione con Trenitalia e, in accordo con Rfi, definisca un cronoprogramma dettagliato degli interventi di messa in sicurezza e ripristino integrale della linea, anche coinvolgendo gli enti territoriali, le associazioni sindacali, le scuole, i pendolari e le comunità locali, per disegnare il futuro della Faentina. Sono le richieste di Niccolò Bosi (Partito democratico) presentate con un’interrogazione di attualità in Aula.
“La linea ferroviaria Faentina è un’infrastruttura essenziale per i territori della Valle del Lamone, per gli spostamenti di studenti e lavoratori pendolari – ha ricordato Bosi -. La tratta Marradi-Faenza è stata gravemente compromessa dagli eventi alluvionali del maggio 2023, soprattutto nel tratto di San Cassiano, con oltre 200 frane che hanno determinato la chiusura della linea per molti mesi. Dal 27 dicembre 2023 il servizio ferroviario è stato riattivato ma con gravi limitazioni e le criticità, che si sono aggravate con l’inizio dell’anno scolastico, quando numerosi studenti provenienti dalla Valle del Lamone si sono trovati impossibilitati a raggiungere regolarmente le scuole di Faenza. Il diritto alla mobilità è un elemento essenziale di equità territoriale, soprattutto per le aree montane e interne e un servizio ferroviario efficiente contribuirebbe anche a ridurre la pressione sul traffico stradale lungo la strada Provinciale 302, già pesantemente congestionata nel post-alluvione”.
“Rfi ha annunciato lo stanziamento di 35 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza, con progettazioni da completarsi entro aprile 2026 – ha concluso il consigliere – ma ad oggi non esiste un cronoprogramma chiaro e condiviso con i territori”.
Ha risposto la sottosegretaria alla presidenza di giunta Manuela Rontini: “La linea è in carico alla Regione Toscana, alla quale sono stati segnalati i disservizi. Dalla riapertura nel dicembre 2023 è attivo un sistema di allerta nazionale che entra in funzione in caso di piogge intense con rischio di frane. Se le criticità superano la soglia di allarme, Rfi prende provvedimenti come la sospensione di treni e la sostituzione con bus, anche con poco preavviso. Gli orari dei mezzi attivi in caso di allerta sono resi noti su molti canali, con locandine, avvisi nelle stazioni e gruppi social. Gli orari dei bus sostitutivi sono anticipati rispetto a quello dei treni poiché prevedono una maggiore percorrenza e per far arrivare i mezzi a Faenza entro le 7.30. Dopo la segnalazione delle problematiche dovute ai cambi di orario la Regione Toscana si è impegnata, in accordo con Rfi, a intensificare la comunicazione nelle stazioni in caso di cancellazione dei treni per minimizzare disservizi e disagi”.
Il consigliere ha replicato: “E’ essenziale dare una risposta a pendolari e studenti che percorrono quella linea che è l’identità della valle del Lamone. Confido che il cambio di passo sulla comunicazione e la condivisione di un cronoprogramma per il ripristino della linea dia un orizzonte positivo per tutto il territorio”.
(Lucia Paci)


