COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Question Time Larghetti (Avs): “Rigassificatore di Ravenna, chiarezza sui soggetti economici coinvolti nell’importazione di gas”

Il vicepresidente Colla ricorda che i rigassificatori sono stati concepiti per determinare l’indipendenza dal gas proveniente dalla Russia. “Aumenteremo i controlli”

Fare chiarezza sui soggetti economici coinvolti nell’importazione di gas russo e riconoscere alla cittadinanza e al territorio ravennate una quota dei profitti generati dal rigassificatore, a compensazione dell’impatto ambientale provocato. A chiederlo con un’interrogazione a risposta immediata in Aula sono Simona Larghetti (Avs) e Andrea Costa (Pd).

“Secondo quanto ricostruito dal giornalista Andrea Vignali di ‘Presa Diretta’, la nota trasmissione giornalistica di inchiesta di Rai 3, la nave rigassificatrice BwSingapore, gestita da Snam al largo di Ravenna, il 14 luglio scorso sarebbe stata rifornita dalla metaniera Lng Geneva, proveniente da El Ferrol, in Spagna. Tuttavia, il tracciato della nave mostra che, dopo la partenza dalla Spagna, la metaniera ha navigato verso nord, superato la Norvegia e spento il segnale nei pressi della penisola di Kola, in Russia, commettendo una violazione del Codice del mare. Tre giorni dopo la nave avrebbe riattivato il tracking, mostrando un aumento del Pescaggio più pesante, quindi con un carico di gas che potrebbe provenire dal porto russo di Murmansk. Snam, nel confermare l’arrivo del gas russo, ha tenuto a precisare che “non compra e non vende gas, questo è un ruolo svolto dagli shipper, ma è unicamente tenuta a fornire servizi di trasporto, rigassificazione e stoccaggio alle condizioni stabilite dall’autorità preposta a chiunque li richieda, e non è pertanto in alcun modo coinvolta nella scelta dei relativi fornitori”, spiega la consigliera.

Larghetti ricorda che a differenza di quanto interessa altri prodotti e settori, già dal 2022 nell’Unione Europea non vi sono divieti all’importazione di Gnl dalla Russia, a condizione che il terminale di destinazione sia collegato alla rete di trasporto come appunto avviene a Ravenna.

“L’esigenza di realizzare il rigassificatore di Ravenna e l’urgenza con la quale si è espletata la procedura autorizzatoria in meno di 120 giorni sono state giustificate dalla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas ai fini della sicurezza energetica nazionale, in seguito alla guerra in Ucraina, sostituendo il metano russo con quello reperito sul mercato internazionale”, spiega la consigliera.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere se la Regione sia a conoscenza di quali soggetti economici siano coinvolti nell’importazione di gas russo.

“Nel provvedimento autorizzativo sono contenute prescrizioni finalizzate a mitigare gli impatti dell’intervento – sottolinea il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla – sono previste misure compensative a favore del comune di Ravenna, come la realizzazione e l’adeguamento di percorsi ciclabili, l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione comunale e la riqualificazione energetica di edifici pubblici al fine della riduzione dei consumi energetici, anche mediante installazione di produzione di impianti da fonti rinnovabili destinati l’auto consumo per la formazione di comunità energetiche. Detto questo, – continua il Vicepresidente – riteniamo inaccettabile che si acquisti GNL da fornitori russi, quando i rigassificatori erano concepiti proprio per determinare l’indipendenza dal gas proveniente da stream 2, stream 1 e dal tubo di pompaggio russo verso l’Europa. Pertanto, formalizzeremo agli organismi competenti di controllo che tali fatti non debbano più succedere. Per quanto riguarda definire modelli di compensazione, condividiamo la sollecitazione, pur rimarcando che andrebbero ad implementare le leggi già vigenti in merito”.

“Ci sembra opportuno che la Regione aumenti il suo controllo nei confronti degli organismi di controllo. – Replica Larghetti – non possiamo permettere che l’Italia diventi e ritorni ad essere un mercato del gas russo. Per quanto riguarda una discussione più ampia su quella che deve essere una misura compensativa, – sottolinea – penso che dobbiamo andare a condividere la rendita con le comunità locali perché le infrastrutture energetiche danno una rendita fissa. Bene la nascita di comunità energetiche che hanno un impatto concreto e reale sulle bollette dei cittadini, è sempre più questa la direzione in cui dobbiamo andare”.

(Giorgia Tisselli)

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