“I tre Comuni reggiani- Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza- vengono da un’esperienza consolidata di gestione associata di servizi e le Amministrazioni comunali, a larga maggioranza, hanno avviato il processo di fusione nella convinzione che la semplificazione dei centri decisionali sia fondamentale per affrontare problemi complessi e un Comune unico sia elemento di raccordo tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Parma”. È quanto ha evidenziato il sindaco di Sant’Ilario d’Enza, Marcello Moretti, in merito al progetto di legge regionale di istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza, nel corso dell’udienza conoscitiva promossa dalla commissione Bilancio, affari generali e affari istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli. Relatore del progetto di legge è Yuri Torri (Sel), mentre relatore di minoranza è Gabriele Delmonte (Ln).
Per il sindaco Moretti, di fronte ad uno scenario che prevede la creazione di aree vaste, non si può che procedere all’istituzione di enti locali più grandi ed efficienti. Per quanto riguarda il referendum consultivo sulla fusione, il primo cittadino ha invitato la Regione “a individuare una data lontana dal referendum nazionale sulla riforma costituzionale approvata a maggioranza dalle Camere, al fine di evitare influenze politiche indebite sul voto locale”. Infine, ha chiesto all’Assemblea legislativa “di acconsentire alla fusione solo se il ‘sì’ prevarrà in tutti e tre i comuni”.
Il consigliere Gabriele Delmonte (Ln) è intervenuto in qualità di relatore di minoranza chiedendo ai sindaci dei tre Comuni di esprimersi sulle critiche dei comitati per il ‘no’, che evidenziano criticità nello studio di fattibilità, paventano maggiori costi a carico del nuovo Comune unico per l’erogazione di servizi essenziali e, soprattutto, sbandierano un sondaggio dal quale emergerebbe un orientamento contrario alla fusione da parte della maggioranza dei cittadini dei tre comuni. Il sindaco Moretti ha risposto che nello studio di fattibilità sono semplicemente richiamati i settori in cui modulare con attenzione l’organizzazione della nuova Amministrazione comunale in funzione della massima efficienza, mentre il timore di costi più elevati nell’erogazione dei servizi sarebbe infondato. Infine, in merito al sondaggio telefonico, è intervenuto il sindaco di Campegine, che ha ricordato come “le indicazioni circa la volontà popolare siano parziali e numericamente poco significative”, concludendo che “i tre Comuni non intendono arrestare il processo di fusione prima del referendum”.
(Luca Govoni)


