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CONSULTA EMILIANO-ROMAGNOLI. OK AI REQUISITI PER L’ISCRIZIONE ALL’ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI

Bocciate le proposte di Giulia Gibertoni (M5s) per escludere realtà i cui vertici siano stati condannati. Molinari (Pd): impossibile da praticare ma lavoreremo in questa direzione

Contare su un numero di associati superiore ai 35, di cui almeno il 30% di origine emiliano-romagnola; operare senza finalità di lucro, con continuità; e svolgere attività e funzioni di carattere sociale, culturale e formativo in linea con i principi generali che ispirano la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Sono queste, le principali caratteristiche che dovranno dimostrare di possedere le associazioni (o le federazioni di associazioni) all’estero che potranno presto presentare domanda di iscrizione all’elenco regionale e, una volta ammessi, aderire ai futuri bandi promossi dalla stessa Consulta per il sostegno alle iniziative in favore degli emiliano-romagnoli che risiedono in altri Paesi.

L’Assemblea legislativa ha approvato il documento che fissa i requisiti che le associazioni degli emiliano-romagnoli all’estero devono possedere per potersi iscrivere nell’elenco regionale previsto dalla legge istitutiva della nuova Consulta. Si sono espressi favorevolmente Pd e Sel, contrari M5s e LAltra E-R, astenuti Fi e Fdi-An, mentre la Lega nord non ha partecipato al voto.

Nel dibattito in aula sono stati anche discussi e poi respinti un emendamento e un ordine del giorno presentati da Giulia Gibertoni (M5S). Il primo per inserire nel documento un requisito di legalità: per respingere in sostanza le richieste di iscrizione alle associazioni che abbiano condannati per reati penali fra i membri degli organi direttivi o nella presidenza; il secondo per impegnare la Giunta regionale in tempi brevi a presentare una proposta di revisione della norma sulla Consulta che vada a prevedere lo stesso principio.

Gian Luigi Molinari (Pd), presidente della Consulta, ha assicurato la disponibilità a lavorare ad eventuali modifiche della norma nella direzione suggerita. Tuttavia- ha detto- “voteremo contro l’emendamento perché tecnicamente di impossibile realizzazione, anche rispetto al fatto che spesso i membri delle associazioni all’estero potrebbero non avere cittadinanza italiana e inoltre ci sono le norme sulla privacy. Voto contrario anche all’ordine del giorno che- ha commentato il presidente- giunge come una provocazione rispetto alla disponibilità che abbiamo assicurato per rendere praticabili le verifiche sulle persone che siedono ai vertici delle associazioni. Rispetto ai dubbi sollevati– ha poi precisato Molinari- faccio presente che la Consulta nell’assegnare i fondi per la realizzazione dei progetti valuterà con attenzione i soggetti che si candidano e i contenuti delle proposte”.

“Bisogna evitare che passi questa opacità”, ha replicato Giulia Gibertoni ribadendo che l’inserimento delle associazioni nell’elenco regionale costituisce un indubbio riconoscimento del loro ruolo e pertanto richiede adeguate forme di garanzia rispetto all’essenza di elementi di dubbio. Ecco perché ad avviso della pentastellata l’Assemblea sul punto avrebbe dovuto assumere delle decisioni, perché  “le chiacchiere le fanno anche i non eletti, mentre noi abbiamo il compito di deliberare atti ed impegnarci con la nostra firma. Non farlo è una gravissima responsabilità”.

Alan Fabbri, della Lega nord, ha annunciato la non partecipazione al voto del suo gruppo.

(Isabella Scandaletti)

 

 

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