Procederà abbinato l’iter legislativo dei due progetti di legge sulla legalità all’esame della commissione Cultura, presieduta da Giuseppe Paruolo. La decisione è stata assunta nella seduta odierna, dove è stato nominato Antonio Mumolo (Pd) relatore di maggioranza. Dei due testi, il primo, in ordine di presentazione, è quello del M5s (a firma Giulia Gibertoni e Raffaella Sensoli) che prevede l’“Istituzione della Commissione regionale per la promozione della cultura della sicurezza, della legalità e per il contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e attività corruttiva”. Il secondo, di iniziativa della Giunta, è intitolato “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili” ed è stato scelto dalla commissione, a maggioranza, come testo base.
La Regione Emilia-Romagna non parte da zero, ma si è già dotata di strumenti di intervento per il contrasto all’illegalità in senso generale e ai tentativi di infiltrazioni nel tessuto economico. Lo ha ricordato Massimo Mezzetti, assessore alle Politiche per la legalità, presentando il progetto di legge che consta di 48 articoli. Quando è stata resa pubblica l’inchiesta ‘Aemilia’- ha aggiunto- è stata convocata la Cabina di regia per valutare gli strumenti in dotazione alla Regione, che ha soprattutto competenze sulla prevenzione e sugli strumenti normativi. Sono emerse due valutazioni, la prima è politica: gli strumenti ci sono ma non hanno dimostrato l’efficacia necessaria per prevenire le infiltrazioni. La seconda è la constatazione di un’eccessiva parcellizzazione degli interventi, si rende quindi necessario un unico strumento legislativo per armonizzare e aggiornare la normativa in materia, con tre obiettivi principali: il contrasto al fenomeno dell’usura; il contrasto alla ludopatia, intervenendo in particolare con strumenti urbanistici; il governo della gestione dei beni confiscati.
“Il testo è frutto di un lavoro collettivo che dà il senso della sua importanza”. Così ha commentato il relatore Antonio Mumolo (Pd), che ha ribadito la funzione del provvedimento che è soprattutto quella di “razionalizzare e dare maggiore organicità a norme già esistenti”, puntando, tra l’altro, ad innalzare il livello di cultura della legalità, a individuare strumenti per valorizzare le imprese sane e a utilizzare al meglio, per esempio per l’emergenza abitativa, gli immobili sequestrati.


