Sanità e welfare

WELFARE FERRARA. SENSOLI (M5S): “BASTA ESTERNALIZZAZIONI NELL’ASSISTENZA DOMICILIARE”

“Oneroso per Asp, in perdita per la coop. Salvaguardare i beneficiari del servizio e i lavoratori”

“Il servizio di assistenza domiciliare, originariamente svolto dal settore pubblico, nel corso del tempo è stato esternalizzato in molti territori. I principali beneficiari di queste esternalizzazioni operate dal pubblico sono state le cooperative sociali, che, nate negli anni ’80 per riempire il progressivo smantellamento dello stato sociale, hanno effettivamente rappresentato una dimensione etica che rispecchiava una sensibilità sociale verso settori di popolazione ritenuti ‘svantaggiati’, ma nel tempo si sono trasformate in vere e proprie aziende private simili al privato puro”.

Lo segnala Raffaella Sensoli (M5s) in un’interrogazione, dove riferisce che “dall’analisi del bilancio 2016 dell’Asp di Ferrara emerge che l’erogazione dei servizi interni è diminuita, con un aumento della loro esternalizzazione e con una manovra in perdita per l’azienda che spende circa 300.000 euro in più”.

La consigliera ricorda che nel ferrarese il servizio di assistenza domiciliare è stato affidato “attraverso il sistema di accreditamento, sulla base della normativa regionale vigente, alla cooperativa Coop Serena che ha dichiarato di gestire il servizio in perdita da anni”, visto che il suo “costo non è coperto dagli stanziamenti dedicati”, per cui avrebbe comunicato di voler recedere dall’incarico, di cui beneficiano circa un centinaio di famiglie.

Questa decisione- sottolinea- avrebbe “ripercussioni anche sui lavoratori della cooperativa (29 gli addetti impiegati sul servizio) a cui è stato chiesto di aderire a un accordo che prevede una serie di modifiche organizzative, tra cui la forfettizzazione dei compensi”.

“Se il costo del servizio è realmente superiore a quanto viene erogato,- aggiunge- occorre trovare soluzioni nel sistema tariffario e vanno fatte scelte sulle risorse, non si possono penalizzare i fruitori del servizio o i lavoratori che sono i due anelli più deboli del sistema, tenuto anche conto del fatto che le famiglie non godono di risorse adeguate per potersi servire sul libero mercato e i lavoratori hanno un contratto collettivo a basso livello retributivo, con stipendi medi che non superano il 1.000 euro”.

Sensoli chiede quindi alla Giunta quali iniziative intenda assumere per salvaguardare i beneficiari del servizio e i lavoratori e se ritenga opportuno interrompere il processo dilagante di esternalizzazione dei servizi sociali, “contrario al modello di welfare sociale regionale che, per tanti anni, ha fatto dell’Emilia-Romagna un centro di eccellenza”.

La consigliera vuole sapere infine se l’esecutivo regionale intenda “rivedere il proprio orientamento politico che sembra puntare a un nuovo modello di welfare, in cui la presenza di gestioni pubbliche residuali sia destinata a ridursi sempre più, sino a scomparire”.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)

(Antonella Celletti)

 

Sanità e welfare