Sanità e welfare

Bargi (LN): il progetto del Comune di Carpi per i nomadi va rivisto

Il consigliere interroga la giunta sulla conformità del progetto, realizzabile in poco meno di 107.000 euro, con un intervento diretto del Comune di 26.000

Stefano Bargi
Stefano Bargi (Lega)

Stefano Bargi (Ln) ha chiesto in un’interrogazione alla giunta se il progetto di “accompagnamento e sostegno alla transizione abitativa e all’autonomia di nuclei sinti” previsto dal Comune di Carpi sia conforme alla legge regionale.

Il progetto è appena stato approvato dalla Giunta comunale di Carpi, nel modenese, con una delibera che autorizza la richiesta di “ammissione a un contributo regionale per finanziare interventi a favore di processi di autonomia, emancipazione e integrazione sociale della popolazione nomade”, così come prevede la legge regionale “Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti” entrata di recente in vigore.

Come afferma Stefano Bargi, il progetto comprende due iniziative. La prima riguarda la sistemazione di due anziani ultrasettantenni sinti, nei confronti dei quali si sta facendo opera di convinzione a trasferirsi in abitazione; la seconda è uno studio di fattibilità tecnico-economico per riqualificare l’area comunale nel piazzale delle piscine e farne la sede definitiva di altri due nuclei familiari sinti, per un totale di una quarantina di persone.

Per realizzare il progetto – aggiunge il consigliere- servirebbero poco meno di 107.000 euro, con un intervento diretto del Comune di 26.000 destinato alla prima delle due iniziative, cioè alla sistemazione del nucleo di anziani, mentre il resto servirebbe alla nuova recinzione e allo spostamento dell’entrata del campo diviso in due parti.

Bargi ricorda, tuttavia, che la sistemazione dei nuclei nomadi vicino alle piscine avrebbe dovuto essere solo provvisoria e che, con questo progetto, il Comune anziché creare delle microaree famigliari come prevede la legge, manterrebbe intatto l’attuale campo nomadi separandolo solo in due parti attraverso l’installazione di una rete.

Il consigliere chiede quindi alla Giunta se questo progetto corrisponda ai criteri stabiliti dalla legge regionale e se intenda finanziarlo.

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