Giulia Gibertoni (M5S) ha fatto un’interrogazione alla Giunta in merito alle nuove regole di Trenitalia per i biglietti regionali e sovraregionali che, dal primo agosto, oltre a subire un rincaro economico, dovranno indicare la data del viaggio ed essere utilizzati entro le 23.59 del giorno di acquisto. Secondo la consigliera pentastellata bisognerebbe mantenere, come ha fatto la lombarda Trenord, la validità di due mesi dei biglietti regionali, oppure, in caso non sia fattibile, prendere come riferimento il sistema adottato in Francia, che riconosce la validità di una settimana.
Le nuove regole regionali di Trenitalia fanno parte della campagna antievasione avviata negli ultimi mesi. “Trenitalia scarica sugli utenti la sua incapacità di eseguire controlli incrementando gli oneri a loro carico senza alcuna compensazione” sostiene la Gibertoni “anzi, rendendo più rigido il sistema con la regola della duplice indicazione della stazione di partenza e arrivo della data del viaggio”.
I biglietti regionali inoltre potranno essere cambiati una sola volta entro un giorno dopo l’acquisto, e avranno validità di quattro ore dopo la convalida. Questi provvedimenti non sono adeguati, secondo la Gibertoni, in una regione come la nostra dove quasi “l’80% di stazioni non ha biglietteria e non c’è mai certezza di poter comprare titoli di viaggio senza intoppi”.
Senza contare il rincaro “ingiustificato di 50 centesimi” per chi dovrà cambiare la data del biglietto rivolgendosi alle rivendite esterne: “una soluzione adottata da Trenitalia per alleggerire le attività delle proprie strutture interne”. Tutto questo andrebbe a gravare soprattutto sugli utenti non abituali per i quali non è prevista alcuna forma di rimborso per ritardi ripetuti.
Secondo la Gibertoni, sarebbero invece utili altri interventi a carattere compensativo a favore degli utenti disabili e anziani, e “una nuova fornitura di materiale rotabile che da anni deve essere potenziato”.
La consigliera sollecita quindi la Giunta regionale ad assumere iniziative per salvaguardare gli utenti del servizio ferroviario regionale, evitando di rendere “sconveniente” l’uso del mezzo ferroviario che, a parole, si dichiara di voler sostenere.


