COMUNICATO
Governo locale e legalità

Diritti. Evangelisti (FdI): “Promuovere la dignità della donna contrastandone la marginalizzazione sociale”

“La Regione garantisca la sicurezza pubblica rendendo sempre riconoscibili le persone nelle sedi di competenza regionale, prevedendo altresì l’obbligo di affissione di cartelli che vietino l’ingresso a chi si rifiuta di essere identificato. Inoltre, introduca in modo chiaro, fra le funzioni di polizia locale, quelle volte a far rispettare l’obbligo di rendere riconoscibile il volto nei luoghi pubblici”

Promuovere la dignità della donna, contrastandone la marginalizzazione sociale che deriva da alcune pratiche sociali, culturali e religiose. La Regione garantisca la sicurezza pubblica rendendo sempre riconoscibili le persone nelle sedi di competenza regionale, prevedendo altresì l’obbligo di affissione di cartelli che vietino l’ingresso a chi si rifiuta di essere identificato. Inoltre, introduca in modo chiaro, fra le funzioni di polizia locale, quelle volte a far rispettare l’obbligo di rendere riconoscibile il volto nei luoghi pubblici.

A chiederlo è un progetto di legge di Fratelli d’Italia a firma Marta Evangelisti, prima firmataria, Francesco Sassone e Nicola Marcello. “Questo progetto di legge si inserisce nel contesto delle politiche regionali finalizzate alla tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini e della promozione dei valori fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana: il rispetto della persona, l’uguaglianza tra uomini e donne, la dignità individuale e la libertà personale”, spiega Evangelisti, per la quale “negli ultimi anni si è assistito, anche sul territorio dell’Emilia-Romagna, alla diffusione di pratiche culturali e religiose che prevedono l’occultamento integrale del volto femminile mediante l’uso di indumenti come il burqa e il niqāb. Queste pratiche, seppur giustificate da alcuni come espressioni di libertà religiosa, si pongono in contrasto con i principi di riconoscibilità personale, sicurezza pubblica e parità di genere. Allo stesso tempo, si rende necessario prevedere norme generali volte a vietare, per ragioni di sicurezza, l’occultamento integrale del volto nei luoghi pubblici”. “Questo progetto di legge – sottolinea Evangelisti – interviene in modifica di due leggi regionali: la 24/2003 recante ‘Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza’ e la legge 6/2014 ‘Legge quadro per la parità e contro la discriminazione di genere'”.

Il pdl è composto di tre articoli. Il primo propone la modifica dell’articolo 3 della legge regionale 24/2003, inserendo fra i compiti della Regione quello di garantire la sicurezza pubblica rendendo sempre riconoscibile le persone nelle sedi di competenza regionale, prevedendo altresì l’obbligo di affissione di cartelli che vietino l’ingresso a chi si rifiuta di essere identificato. Il secondo vuole di introdurre, in modo chiaro, fra le funzioni di polizia locale, quelle volte a far rispettare l’obbligo di rendere riconoscibile il volto nei luoghi pubblici. Il terzo articolo interviene sulla legge per la parità di genere, introducendo specificamente, fra i compiti della Regione, quello di promuovere la dignità della donna, contrastandone la marginalizzazione sociale che deriva da pratiche sociali, culturali e religiose.

(Luca Molinari)

Governo locale e legalità