COMUNICATO
Governo locale e legalità

Bilancio. La commissione approva la manovra 2026, la parola passa all’Assemblea legislativa

Fra emendamenti respinti e approvati, si chiude la discussione su Bilancio e Nota di aggiornamento al documento di programmazione economica, nella Commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti. Prossimo e ultimo passaggio, il voto in Aula il 22 e 23 dicembre

Candidatura di Forlì a capitale italiana della Cultura quale risorsa strategica da sostenere, un milione di euro in più le borse di studio, tutela per i lavoratori delle società partecipate Ergo e Agenzia regionale per il lavoro.
Sono alcuni fra gli emendamenti accolti alla Nota di aggiornamento del Documento di economia economica e finanziaria e al Bilancio di previsione 2026 della Regione Emilia-Romagna nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti. Defr e Bilancio passano così alla discussione e al voto dell’Assemblea legislativa che si terrà lunedì 22 e martedì 23 dicembre prossimi.
Gli emendamenti alla Nadefr 
Fra le novità, come confermato dall’assessore al Bilancio Davide Baruffi, intervenuto in Commissione, vi è anche un emendamento alla Nadefr, presentato dalla giunta, che è frutto di confronto con i sindacati e che indica l’obiettivo di integrare, entro il primo gennaio 2027, il personale di Ergo e dell’Agenzia regionale per il lavoro all’interno dell’organico regionale.
Valentina Castaldini (FI) ha poi proseguito con l’illustrazione sui propri emendamenti: in particolare, un emendamento, riformulato con la maggioranza e dunque accolto, riguarda i nuovi percorsi per minori stranieri non accompagnati, relativi all’apprendimento della lingua italiana, alla formazione e alla partecipazione a iniziative di volontariato.

Elena Ugolini (Rete civica) ha puntato l’attenzione, nel suo emendamento approvato, sulla necessità di realizzare un sistema integrato tra Università, centri di ricerca, filiera tecnica e aziende, per garantire la possibilità di formare tutte le professionalità volte a garantire la sicurezza del territorio, la gestione delle acque e la resilienza delle comunità.

Accolti, fra gli altri, anche l’emendamento proposto da Nicola Marcello (FdI) sulla prevenzione dell’obesità in età adolescenziale, quello di Francesco Sassone (FdI) che ha come obiettivo il sostegno ai dipendenti dei servizi pubblici che si trovano in difficoltà nel reperire un alloggio, quello di Ferdinando Pulitanò (FdI) sulla gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e volto a favorire l’interlocuzione con l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati e quello di Marta Evangelisti (FdI) sul potenziamento delle azioni per il recupero dei ticket sanitari non riscossi. Sul fronte della cultura e della promozione turistica, è stato approvato anche l’emendamento di Luca Pestelli (FdI) che fa riferimento alla candidatura della città di Forlì, in sinergia con Cesena, a Capitale italiana della cultura 2028 quale “risorsa strategica da sostenere a beneficio dell’offerta culturale dell’intera provincia”.

In tema di sanità è stato approvato l’emendamento di Giovanni Gordini (Civici) che impegna la Regione a potenziare le attività per ridurre le liste di attesa. Nell’emendamento, si specifica che tali azioni andranno conseguite sia “per il tramite di attività aggiuntiva esercitata dal proprio personale dipendente, sia con l’attribuzione al privato accreditato di una quota di attività volta a ridurre le liste di attesa a parità di budget, in funzione delle criticità presenti nelle singole aziende o aree”.

Daniele Valbonesi (Pd) relatore di maggioranza del ‘pacchetto Defr’ evidenzia: “Dei 106 emendamenti presentati ne abbiamo accolti 19, di cui 13 provenienti dalla minoranza. Di questi ultimi, sei sono stati riformulati con un testo condiviso. C’è stata la volontà di analizzare tutti gli emendamenti pervenuti, accogliendo quelli condivisibili politicamente e che presentavano i presupposti tecnici per essere accettati”.

Gli emendamenti alla Legge di stabilità regionale 2026

Marco Mastacchi (Rete civica) ha evidenziato la necessità di predisporre misure di sostegno a favore delle aziende agricole montane “che stanno vivendo una situazione di grande difficoltà, addirittura disastrosa”. Da qui l’emendamento proposto (che è stato respinto). “Si sta sempre più verificando l’accaparramento di terreni da parte dei grandi gruppi che mirano ad avere superfici – spiega -. Da qui il rischio di un abbandono generalizzato del territorio e della mancanza di manutenzione. Abbiamo proposto contributi mirati per garantire risorse a chi presidia davvero il territorio: 8 milioni per ciascuna annualità”.

Fabrizio Castellari (Pd), relatore di maggioranza alla legge di Bilancio, ha evidenziato come nell’emendamento mancasse l’indicazione della copertura finanziaria per essere efficace.

Gli emendamenti al Bilancio

Maria Laura Arduini (Pd) ha illustrato l’emendamento delle forze di maggioranza, che è stato approvato, e che prevede un milione di euro aggiuntivo sulle borse di studio. “È evidente che questa cifra non è risolutiva e non colma le criticità – afferma -. Ma questa Regione vuole dare un segnale: il diritto allo studio non è negoziabile e resta prioritario. Segnalo lo sforzo importante che mettiamo in campo, con risorse complessive pari a oltre 32 milioni di euro e che collocano la nostra regione fra le più impegnate a livello nazionale sul fronte del diritto allo studio. Le risorse statali non erogate e la quota di studenti idonei in aumento evidenziano la necessità di introdurre meccanismi stabili e pluriennali per garantire il diritto allo studio”.

Fabrizio Castellari (Pd), nell’annunciare il voto favorevole all’emendamento, ha ribadito: “Abbiamo posto con forza il tema del diritto allo studio, aggiungendo più risorse e avvicinandoci così al traguardo di dare risposta a tutte le richieste di borse di studio”.

Respinti gli emendamenti presentati dalle opposizioni fra cui quello di Marco Mastacchi (Rete civica) con cui si chiedeva un sostegno economico per pazienti e familiari che si recano fuori regione per curarsi. Marta Evangelisti (FdI) rimarca: “Avevamo presentato proposte che incidevano sul fondo di riserva per 6 milioni di euro per finanziare interventi a favore dell’infanzia e per integrare i fondi a favore delle persone con disabilità, degli anziani e delle famiglie. Tutti settori su cui riteniamo sia necessario un potenziamento delle risorse”. L’emendamento (respinto) di Nicola Marcello (FdI) riguardava lo stanziamento di un contributo di 30mila euro a favore di consorzi e autoscuole per favorire il conseguimento di patenti professionali: “Un modo per dare supporto alla mobilità e per creare figure professionali di cui si ha grande necessità”. Luca Pestelli (FdI) ha presentato emendamenti a carattere socio-sanitario, volti a favorire la prevenzione anche al di fuori dei luoghi sanitari e lo sviluppo della telemedicina nelle farmacie rurali e periferiche. Anche questi sono stati respinti.

Bilancio e Defr

Il bilancio 2026 è una manovra da 14,3 miliardi di euro (10,5 per la sanità) che prevede, fra le altre misure, l’incremento di 25 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza (un aumento di 110 milioni se si prende il 2024 come anno di riferimento), il raddoppio dei fondi per il contrasto al dissesto idrogeologico e la conferma di tutte le misure di rafforzamento dei servizi educativi e per le politiche culturali, lo sport, il turismo e l’agricoltura. Al capitolo investimenti vanno segnalati oltre 500 milioni di euro ai quali se ne aggiungono altri 156 milioni disponibili grazie all’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni, che consente alle Regioni di utilizzare parte delle risorse tagliate nell’anno precedente per nuovi investimenti.

Il Bilancio 2026 si inserisce in un contesto economico nazionale rappresentato dalla Nota di aggiornamento al Defr, il Documento economico e finanziario regionale che descrive l’Emilia-Romagna come un territorio che si conferma fra i più ricchi d’Italia, con un reddito pro-capite secondo solo alla Regione Lombardia (che però ha più del doppio degli abitanti dell’Emilia-Romagna) e alla Provincia autonoma di Bolzano, anche se sulle tasche dei cittadini pesa un’inflazione che cresce più dei redditi. Il tasso di occupazione regionale è più alto rispetto alla media nazionale soprattutto grazie alla nuova occupazione femminile, anche se preoccupa l’aumento delle ore di cassa integrazione nell’industria – in calo invece in agricoltura e nel settore delle costruzioni-, una leggera contrazione del numero delle imprese e il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, destinazione dell’export su cui pesano sicuramente i nuovi dazi decisi dall’amministrazione Trump. In crescita, invece, i settori del turismo (con picchi del +17% di presenze nel mese di maggio rispetto allo stesso periodo del 2023) e l’attività del porto di Ravenna, che ha fatto segnare un aumento del 6% delle tonnellate gestite dallo scalo ravennate rispetto al 2023. Anche il Pil regionale si conferma sensibilmente più alto della media nazionale.
(Brigida Miranda)
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