COMUNICATO
Ambiente e territorio

Piacenza. Tagliaferri (FdI): “Garantire il ripristino dell’ufficio postale di Roveleto di Cadeo”

“Definire, d’intesa con Poste Italiane, standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale, in caso di eventi criminosi o danneggiamenti”

Garantire il ripristino dell’ufficio postale di Roveleto di Cadeo, in provincia di Piacenza, e definire, d’intesa con Poste Italiane, standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale, in caso di eventi criminosi o danneggiamenti.

A chiederlo è, in un’interrogazione, Giancarlo Tagliaferri (FdI) che ricorda di aver già presentato un’interrogazione con cui aveva segnalato la grave situazione determinatasi a seguito dell’esplosione del Postamat dell’ufficio postale di Roveleto di Cadeo, in provincia di Piacenza, che ha comportato la chiusura prolungata del presidio e pesanti disagi per la popolazione: la giunta, nella risposta fornita, ha ricostruito le attività svolte da Poste Italiane e le misure temporanee adottate per garantire la continuità del servizio.

“Dalla risposta emerge che la Regione si è limitata a recepire le informazioni fornite da Poste Italiane, senza esplicitare iniziative autonome di verifica, coordinamento o sollecitazione istituzionale: il ripristino del servizio a Roveleto è avvenuto oltre un mese dopo l’evento criminoso, in assenza di soluzioni temporanee sul territorio comunale interessato”, spiega Tagliaferri, per il quale “non risultano definiti standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale in caso di eventi criminosi, né criteri omogenei applicabili alle aree periferiche e interne. La stessa risposta evidenzia che non esistono piani straordinari di sicurezza per gli uffici postali della provincia di Piacenza, nonostante il ripetersi di episodi analoghi”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se, oltre a recepire le comunicazioni di Poste Italiane, la Regione abbia svolto verifiche autonome sui tempi di ripristino dell’ufficio postale di Roveleto di Cadeo e sulle soluzioni alternative adottate e se non ritenga necessario definire, d’intesa con Poste Italiane e le autorità competenti, standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale in caso di eventi criminosi o danneggiamenti”.

Tagliaferri chiede inoltre se la Regione “non ritenga opportuno promuovere l’utilizzo sistematico di uffici mobili o soluzioni temporanee in loco, al fine di evitare lo spostamento forzato dell’utenza verso comuni limitrofi, e se disponga di una mappatura aggiornata delle chiusure temporanee di uffici postali avvenute negli ultimi tre anni in provincia di Piacenza, con indicazione della durata e delle soluzioni adottate”. Chiede, inoltre, “quali iniziative formali la giunta abbia assunto o intenda assumere nei confronti del governo nazionale, del MIMIT e dell’AGCom per tutelare il principio di servizio universale postale nei territori periferici e interni”.

Il consigliere invita inoltre “a sollecitare Poste Italiane a predisporre piani di sicurezza e prevenzione mirati per le aree più esposte della provincia di Piacenza e a rafforzare il proprio ruolo di coordinamento istituzionale a tutela dei servizi di prossimità, evitando che intere comunità restino prive di presìdi essenziali per periodi prolungati”.

(Luca Molinari)

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