Tutelare il personale della FIR di Campogalliano, in provincia di Modena. Maria Costi (Pd) chiede alla Regione quali ulteriori iniziative intenda assumere per tutelare i lavoratori della FIR di Campogalliano e verificare le prospettive di riconversione industriale dell’azienda. L’interrogazione è stata sottoscritta anche dai consiglieri e dalle consigliere Gian Carlo Muzzarelli (Pd), Luca Sabattini (Pd), Ludovica Carla Ferrari (Pd), Vincenzo Paldino (Civici), Paolo Trande (Avs).
“Lo stabilimento FIR di Campogalliano, parte del gruppo Sira, ha attraversato negli ultimi anni una fase di progressiva difficoltà produttiva e occupazionale, con ricorso continuativo agli ammortizzatori sociali”, sottolinea la consigliera.
Nel corso del 2025, la situazione aziendale era già stata oggetto di una interrogazione da parte di Costi alla quale la Giunta regionale aveva risposto dando conto dell’attivazione di un confronto con azienda, organizzazioni sindacali e amministrazione comunale, nonché della sottoscrizione di un contratto di solidarietà finalizzato a evitare licenziamenti e a preservare il sito produttivo. Inoltre, la Regione richiamava la disponibilità dell’azienda a ricercare nuovi percorsi produttivi e l’eventuale ingresso di un partner industriale.
Ma, spiega la consigliera il “19 dicembre scorso, a seguito dell’incontro tenutosi presso Confindustria Modena, l’azienda ha confermato la decisione di cessare l’attività produttiva, dichiarando l’insostenibilità economica di una prosecuzione e impegnandosi all’attivazione della CIGS per 12 mesi. La decisione di chiusura coinvolge 43 fra lavoratrici e lavoratori, in larga parte con elevata anzianità anagrafica e professionale, già duramente colpiti da anni di ammortizzatori sociali e ora esposti al rischio concreto di perdita definitiva del posto di lavoro”.
“La Regione Emilia-Romagna ha dimostrato, anche in questa vicenda, di svolgere un ruolo attivo di accompagnamento nelle crisi industriali, ma l’attuale fase richiede una riflessione ulteriore sulle possibilità di riconversione, reindustrializzazione o ricollocazione occupazionale, al fine di evitare la dispersione di competenze e la desertificazione produttiva del territorio”, evidenzia Costi. Pertanto, chiede alla Giunta quali ulteriori iniziative intenda assumere, nell’ambito delle proprie competenze, per “accompagnare la fase di CIGS, tutelare il reddito dei lavoratori e sostenere percorsi di politiche attive e riqualificazione professionale nonché se ritenga ancora praticabile un’azione istituzionale volta a verificare concrete prospettive di riconversione industriale o di reindustrializzazione del sito, anche attraverso il coinvolgimento del gruppo proprietario o di eventuali nuovi soggetti industriali”.
(Giorgia Tisselli)



