Una manovra da 14,3 miliardi di euro (di cui 10,5 per la sanità) che prevede, fra le altre misure, l’incremento di 25 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza (un aumento di 110 milioni rispetto al 2024), il raddoppio dei fondi per il contrasto al dissesto idrogeologico e la conferma di tutte le misure di rafforzamento dei servizi educativi e per le politiche culturali, lo sport, il turismo e l’agricoltura. Sono i numeri del Bilancio di previsione 2026 e della Nota di aggiornamento del Defr della Regione Emilia-Romagna la cui approvazione ha concluso i lavori dell’Assemblea legislativa nel mese di dicembre.
Nella stessa tornata d’Aula è stato approvato anche il bilancio dell’Assemblea, una manovra da 23 milioni di euro (al netto delle spese per il personale) che conferma e rafforza le attività rivolte a scuole, cittadine e cittadini e al mondo dell’associazionismo e mantiene invariati i trasferimenti regionali: una scelta in continuità dal 2019. Fra le conferme principali, infatti, rientrano i fondi per i “Viaggi della Memoria”, i “Viaggi attraverso l’Europa” e il programma Concittadini per scuole e giovani. L’impegno, in sede di assestamento, è quello di sostenere le attività e il completamento della nuova Biblioteca dell’Assemblea, già operativa grazie a un percorso pluriennale di investimento e catalogazione del patrimonio bibliografico, oltre che destinare risorse alla digitalizzazione dei processi assembleari, al miglioramento delle dotazioni informatiche per l’Aula e le Commissioni e alla formazione del personale.
Importante novità riguarda la conferma, da parte della Commissione europea, del Centro Europe Direct Emilia-Romagna all’interno della rete europea dei centri di informazione per il periodo 2026-2030, riconoscendo la qualità del progetto di comunicazione presentato lo scorso giugno. Il rinnovo attesta la capacità del Centro di diffondere in modo efficace e capillare i valori dell’Unione europea e i diritti connessi alla cittadinanza europea, rafforzando il dialogo tra istituzioni europee e cittadini e cittadine. Attivo dal 2007 presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il Centro svolge un ruolo strategico nel portare sul territorio emiliano-romagnolo la voce dell’UE, promuovendo una conoscenza consapevole delle politiche europee e favorendo la partecipazione attiva alla vita democratica dell’Unione.
Sempre a dicembre, con il voto in Aula, si è concluso il percorso che ha portato all’approvazione della nuova legge sugli “affitti brevi” per regolare il settore. Spetterà ora ai Comuni il compito di definire, nei propri strumenti di pianificazione, in quali ambiti del territorio l’attività sarà consentita oppure subordinata a determinate condizioni. Le amministrazioni potranno inoltre vietare o limitare interventi edilizi come frazionamenti, demolizioni o recuperi di sottotetti per la creazione di nuovi alloggi da destinare a locazioni brevi. Gli immobili destinati agli affitti brevi dovranno comunque rispettare rigorosi standard di sicurezza, igiene, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre le amministrazioni comunali potranno introdurre ulteriori criteri di qualità edilizia per qualificare l’offerta e migliorare la vivibilità dei quartieri. Un altro elemento riguarda la leva fiscale: i Comuni, infatti, avranno la possibilità di modulare i contributi di costruzione legati ai cambi di destinazione d’uso, aumentandoli o riducendoli fino al 30% per orientare il mercato.
Via libera anche al progetto di legge alle Camere proposto da Pd e Civici per prevenire il fenomeno delle dimissioni volontarie dei genitori, in particolar modo delle madri, nei primi anni di vita dei figli. La proposta prevede maggiori risorse e regole più adeguate per contrastare le dimissioni volontarie dei genitori nei primi anni di vita dei figli, fenomeno dietro il quale, nella maggior parte dei casi, di volontario non c’è alcunché, ma solo l’impossibilità di conciliare l’attività lavorativa con il ruolo di padre e, soprattutto, di madre. Un obiettivo da raggiungere con iniziative quali una “Naspi per la conciliazione” e il più ampio recepimento della direttiva europea del 2019/1158 sulla conciliazione, misure specifiche per piccole e medie imprese e la creazione di una rete pubblico/privato capace di diminuire le dimissioni volontarie, dando così valore alle competenze presenti sul territorio.
(Lucia Paci)



