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Il mercato del lavoro emiliano-romagnolo in recupero nel triennio 2021-2023

La commissione Giovani e lavoro ha fatto il punto sull’attuazione della legge regionale 17/2005 in materia di occupazione, qualità, sicurezza e regolarità del lavoro

Il mercato del lavoro emiliano-romagnolo nel triennio 2021-2023 ha consolidato un sostanziale recupero degli impatti economici e sociali dovuti alla crisi sanitaria dovuta al Covid. Permangono tuttavia alcune fragilità strutturali, come la dinamica demografica, con l’invecchiamento della popolazione e un calo dei giovani in età lavorativa che riduce il potenziale di ricambio nel mercato del lavoro, il marcato divario di genere e la rilevante componente di inattivi, composta prevalentemente da donne.

È il quadro presentato in commissione Giovani e Lavoro, presieduta da Maria Costi, dove l’assessore alle Politiche per il lavoro Giovanni Paglia ha fatto il punto sull’attuazione della legge regionale 17/2005 in materia di occupazione, qualità, sicurezza e regolarità del lavoro.

Nel dettaglio, emerge come nella media del 2021, primo anno di effettivo recupero dopo l’emergenza sanitaria, l’Emilia-Romagna ha registrato un incremento degli occupati, pari a 1.978.000 unità. Rispetto allo stesso periodo del 2020, l’aumento è stato di 12,2 mila unità, un dato positivo ma non sufficiente a colmare il divario con il 2019, rispetto al quale si contano 47,6 mila occupati in meno. Il 2022 si caratterizza per un consolidamento della ripresa, pur in un contesto di crescenti incertezze macroeconomiche. In regione, si contano oltre 2 milioni di occupati, in crescita del +1,2% sul 2021, ma ancora sotto al livello del 2019. Nella media 2023, le forze di lavoro in Emilia-Romagna sono stimate attorno a 2.128.300, rilevando una lieve crescita per il terzo anno consecutivo. Le persone in cerca di occupazione, nel 2023, sono circa 105mila, numero stabile rispetto all’anno precedente. A livello settoriale la crescita occupazionale registrata in regione nel 2023 è stata trainata dall’industria in senso stretto (10,8 mila occupati in più) e dal commercio, alberghi e ristoranti (34,5 mila occupati in più), che hanno compensato la contrazione nelle altre attività dei servizi, nelle costruzioni e nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

L’assessore Paglia ha ribadito come sicurezza e regolarità del lavoro siano temi di grande rilevanza per la Regione Emilia-Romagna, che presidia con assistenza alle imprese, vigilanza e controllo svolte dai Servizi di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (Spsal) delle Ausl. Nel triennio 2021-2023 gli interventi di formazione per gruppi di lavoratori esposti a specifici rischi sono passati da 25 a 83 mentre le aziende coinvolte in azioni di assistenza e promozione della sicurezza sono passate dalle 706 del 2021, alle 818 del 2022, alle 1.027 del 2023. Sempre nello stesso periodo di riferimento le persone formate sono state 3.474 nel 2021, 4.221 nel 2022 e 4.821 nel 2023. In regione, le imprese controllate dalle Ausl sono gradualmente aumentate: 16.977 nel 2021, 17.845 nel 2022 e 17.937 nel 2023. Le violazioni contestate nei tre anni sono state rispettivamente 2.576, 3.435 e 3.280. Paglia ha rilevato anche “l’importanza del lavoro svolto dai Centri per l’impiego, quali strumenti di applicazione della legge 17”. L’assessore ha infine anticipato “una discussione aggiuntiva sul triennio 2024-2026, da programmare a breve” e sottolineato “la necessità di un aggiornamento per la legge 17 in linea con l’evoluzione del mercato del lavoro”.

Durante la seduta sono stati evidenziati i risultati del programma Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) che ha permesso, ad esempio, di coinvolgere oltre 40mila persone per progetti di formazione con un investimento di 49 milioni di euro, oltre a rendere strutturali le attività di orientamento con un aumento di persone formate che nel triennio sono passate da 20mila a oltre 70mila. La Regione ha inoltre introdotto regole più stringenti per evitare un uso distorto dei tirocini e favorirne la trasformazione in rapporti di lavoro. Per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità tra il 2021 e il 2023 sono state impiegate risorse per circa 80 milioni di euro. Sul fronte sicurezza risultano intensificati i controlli: gli infortuni restano alti per via dei ritmi di lavoro e per questo è stata ribadita l’importanza della formazione specie nei settori a più alto rischio come edilizia, agricoltura e logistica”.

In apertura del dibattito Alberto Ferrero (FdI) ha sottolineato come “gli strumenti che abbiamo per valutare l’efficacia della legge sono frammentati e non si può fare una valutazione compiuta. Occorre capire cosa manca per fare una valutazione compiuta e cosa si sta facendo per far si che prossima relazione sia esaustiva al 100%”.

Elena Ugolini (Rete Civica) ha posto l’attenzione sulla rete di Agenzie per il lavoro: “In Emilia-Romagna ne sono presenti 38 e sempre più spesso sono ‘affiancate’ da centri di formazione professionale. Il programma Gol ha retto anche grazie questi soggetti attuatori per cui occorre capire le prospettive future. Una legge fatta nel 2005 deve essere rivista tenendo conto delle criticità emerse nella clausola valutativa. Sarebbe interessante conoscere le risorse destinate a questi punti fondamentali della legge per fare un discorso di prospettiva”.

Per Simona Lembi (Pd) “il quadro sull’applicazione della legge 17 è buono: nel 2023 la nostra regione è tornata ai livelli occupazionali pre-Covid con performance molto buone anche se c’è da puntualizzare sul divario di genere, le difficoltà all’inserimento nel mercato del lavoro per i giovani tra i 15 e i 24 anni e per gli inattivi, che non studiano e non lavorano. Ho molto apprezzato gli interventi per le persone con disabilità e i soggetti fragili per i quali c’è stato un uso attento e oculato delle risorse regionali”.

Nicola Marcello (FdI) ha chiesto se “in caso di crisi aziendali come quella che ha colpito l’azienda Aeffe di San Giovanni in Marignano (Rimini) dove sono consegnate lettere di licenziamento, esistono percorsi per il reinserimento dei lavoratori in breve termine”.

Anna Fornili (Pd) ha sottolineato la “centralità della presa in carico delle persone con la personalizzazione dei percorsi. Le politiche più difficili sono quelle dell’inclusione per le donne; anche se c’è un certo miglioramento resta un divario occupazionale. Il tema femminile è da affrontare in modo strutturale. Serve dare anche nuove risposte ai giovani perché il mercato del lavoro cambia e dobbiamo adattarci”.

In apertura di seduta la presidente Costi ha annunciato la volontà di coinvolgere la commissione a un tavolo sulla pace alla luce delle tensioni geopolitiche attuali e ha evidenziato: “Proseguiremo anche nel sostegno al mondo della scuola. Siamo critici rispetto al dimensionamento e commissariamento della Regione voluto dal governo. Siamo sempre a favore della difesa scuola pubblica”.

(Lucia Paci)

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