La Regione spieghi se, nel predisporre il bando EuReCa Turismo 2026, abbia valutato la scarsa attrattività di questo contributo per le imprese, che è quasi esclusivamente in conto interessi e unicamente finalizzato ad assicurare la garanzia di finanziamenti erogati da istituti bancari nonché l’abbattimento dei tassi di interesse. È il quesito tecnico rivolto alla giunta dal consigliere di Forza Italia Pietro Vignali, con un’interrogazione sottoscritta anche dalla collega di partito Valentina Castaldini.
Fra le finalità del bando, vi è quella di sostenere gli investimenti necessari per qualificare, potenziare e innovare le attività ricettive del territorio regionale, con l’obiettivo di promuovere la diversificazione e la destagionalizzazione dell’offerta turistica e dei relativi servizi. La perplessità dei consiglieri interroganti riguarda le caratteristiche e la disponibilità finanziaria del bando stesso (11 milioni di euro): la misura, infatti, “prevede la concessione di contributi in conto interessi, per un valore pari all’80% del totale dei costi attualizzati sul finanziamento assistito dalla controgaranzia Eureca, e il contributo non può superare la soglia massima determinata dai costi totali di finanziamento corrispondenti a un Taeg del 6%; al contributo in conto interessi, si aggiunge poi un contributo fisso di 10mila euro e l’importo totale del contributo stesso non può essere superiore a 150mila euro”, rilevano Vignali e Castaldini.
“Il contributo, inoltre, è concesso a fronte dell’ottenimento, da parte del soggetto beneficiario, di un finanziamento bancario garantito da Confidi e controgarantito dal Fondo Eureca, per un progetto del valore minimo di investimento di 200mila euro”. In altre parole, si tratta di un bando che “non sembra particolarmente attrattivo, ma che pare agevolare chi già aveva in programma di effettuare investimenti, indipendentemente dall’esistenza di un sostegno pubblico”.
Secondo i consiglieri di Forza Italia, “gli investimenti regionali specifici per 11 milioni, e il movimento di investimenti di 60 milioni che si prevede di generare, potranno riguardare solo una piccola parte delle imprese ricettive che hanno necessità di agire per rinnovare e ammodernare le loro strutture”. Vignali e Castaldini ricordano anche che, nel 2023, invece, “furono stanziati 35 milioni di euro finanziati da fondi europei per contributi a fondo perduto, finalizzati alla riqualificazione di alberghi e altre strutture ricettive, a cui vennero aggiunti ulteriori 10 milioni nel 2024”.
Da qui l’interrogazione alla giunta a cui si chiede conto delle valutazioni effettuate nel predisporre il bando e per quali motivi non sia stata prevista una disponibilità finanziaria superiore. Inoltre, alla giunta si chiede se intenda incrementare le risorse disponibili, rendendo la misura strutturale e con bandi a cadenza fissa.
(Brigida Miranda)



