Viaggi nei luoghi simbolo delle tragedie del ‘900, corsi per docenti e numerose pubblicazioni, public history, valorizzazione dei luoghi della memoria e celebrazioni di ricorrenze importanti per la storia del territorio.
Nel triennio 2022-2024, la Regione Emilia-Romagna ha investito quasi 3,5 milioni di euro nelle attività culturali a sostegno della Memoria del ‘900: il dato dell’impegno della Regione è emerso nel corso della commissione Cultura presieduta da Elena Carletti che ha fatto il bilancio della legge regionale “Memoria del Novecento. Promozione e sostegno delle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia-Romagna”.
Ha trovato così continuità l’attività di viale Aldo Moro per favorire lo studio e la conoscenza di quello che gli storici chiamano il “Secolo Breve, nato nelle trincee della Grande Guerra e terminato con la dissoluzione del blocco sovietico, la Resistenza e la lotta al nazifascismo, l’Europa divisa in due dalla cortina di ferra, con l’appendice delle guerre nell’ex Jugoslavia negli anni ’90 del XX secolo. Un secolo nato nell’illusione della belle epoque e passato attraverso le trincee insanguinate del Carso, i totalitarismi del ‘900, la Seconda guerra mondiale, la tragedia della Shoah, l’orrore dei lager nazisti e delle foibe titine, la lotta di Liberazione, la Berlino divisa in due dalla guerra fredda, il sogno della pace nell’Europa unita e il brusco risveglio nella pulizia etnica nei Balcani insanguinati dal ritorno dei nazionalismi.
Venendo alle singole voci di investimento si vede che gli Istituti storici in convenzione con la regione Emilia-Romagna hanno ricevuto contributi pari a poco meno di 1,8 milioni di euro (340mila euro in provincia di Bologna, 111mila euro a Ferrara, 339mila euro a Forlì-Cesena, 210mila euro a Parma, 141mila euro a Piacenza, 96mila euro a Ravenna, 243.000 euro a Modena, 320mila euro a Reggio Emilia e 30mila euro a Rimini).
Altri 1,3 milioni di euro, invece, sono stati assegnati a fondazioni, istituzioni culturali, Comuni e Unioni di comuni, oltre alle associazioni partigiane, combattentistiche e reducistiche per seminari, laboratori e mostre, spettacoli teatrali, produzioni digitali (approcci immersivi, podcast, mappe interattive) e archivi di public history, che hanno saputo coinvolgere in modo particolare le giovani generazioni e i nuovi cittadini. A livello territoriale, Bologna si conferma come il principale centro di destinazione dei fondi con 560.100 euro, seguita da Modena (124.300), Ferrara (120.480 euro), Rimini (111.500 euro), Forlì-Cesena (101.500 euro), Parma (98.600 euro), Ravenna (96.300 euro), Piacenza (57.400 euro) e Reggio Emilia (46.400 euro). Le assegnazioni prevedevano una clausola “centenari” con la quale la Regione ha voluto valorizzare anniversari di grande significato storico e civile: nel 2022 è stato ricordato il centenario delle Barricate di Parma, nel 2023 l’anniversario dell’uccisione di Don Giovanni Minzoni ad Argenta, mentre nel 2024 sono stati finanziati diversi progetti proposti da enti pubblici e dedicati agli avvenimenti del 1944.
La legge regionale, inoltre, ha previsto un contributo annuale a sostegno del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto (pari a 50mila euro annuali nel triennio 2022-2024), uno alla Fondazione MEIS di Ferrara-Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah (200mila euro nel triennio) e tremila euro per l’adesione annuale all’associazione Liberation Route.
Apprezzamento per l’applicazione della legge è stato espresso dalla presidente Carletti per la quale “ci occupiamo di temi importanti per la nostra comunità”. Sulla stessa linea Niccolò Bosi (Pd) che ha invitato ad anticipare la data della pubblicazione dei bandi, garantendo che avvenga nel primo semestre dell’anno.
Per Simona Lembi (Pd) si tratta “di un lavoro molto importante che riguarda pagine importanti della nostra storia: la Regione vuole promuovere la memoria come una forma di cittadinanza attiva”.
Per Ferdinando Pulitanò (FdI) “va studiata tutta la storia dell’Emilia-Romagna capendo sia perché il fascismo è nato in questa terra, sia perché l’Emilia-Romagna è stata capofila nel movimento della Resistenza. Questo è un compito che va svolto in primo luogo dalle istituzioni, invece che demandarlo in gran parte a soggetti privati”.
“Questa legge è molto importante e ci inorgoglisce, è il frutto di scelte lungimiranti fatte nelle passate legislatura che vogliamo portare avanti”, spiega l’assessora alla Cultura Gessica Allegni.
(Luca Molinari)



