Ambiente e territorio

Question time Valbonesi (Pd): “Il governo riveda i criteri per l’individuazione dei comuni montani”

La richiesta all’esecutivo è di intervenire in Conferenza delle Regioni. L’assessore Baruffi: “Abbiamo già espresso il nostro parere negativo. Dal ministro ancora nessuna risposta”

Il governo riveda i criteri per l’individuazione dei comuni montani al fine di tutelarli e aumentarne l’attrattività: a tal fine la Regione Emilia-Romagna preveda un confronto in Conferenza delle Regioni. È l’oggetto dell’interrogazione a risposta immediata in Aula presentata da Daniele Valbonesi (Partito democratico) e sottoscritta anche da Andrea Massari, Fabrizio Castellari, Matteo Daffadà e Barbara Lori.

“La legge 131 per il riconoscimento e la promozione delle zone montane – ha ricordato il consigliere – introduce una nuova classificazione dei comuni montani. I criteri individuati dal ministero prevedono due alternative: in primo luogo, un comune è considerato montano se, escluse superfici come laghi e lagune, almeno il 25% del territorio si trova sopra i 600 metri di quota e almeno il 30% della superficie ha una pendenza superiore al 20%. In alternativa, basta che l’altitudine media complessiva superi i 500 metri. Infine, è considerato montano anche un comune ‘intercluso’, cioè circondato solo da altri comuni già classificati come montani, se ha un’altitudine media pari o superiore ai 300 metri. La legge 131/2025 considera dunque due soli criteri: altimetria e pendenza, con un approccio che non distingue la condizione montana fra le diverse regioni e parti del Paese, ma che semplicemente restringe le condizioni di riconoscimento, ne favorisce alcune a scapito delle altre, perpetuando i divari territoriali che dovrebbe, invece, contribuire a ridurre”.

“I nuovi criteri – ha evidenziato Valbonesi – rischiano di tradursi nell’esclusione di centinaia di località, soprattutto negli Appennini, e di cambiare l’accesso a fondi e servizi pubblici. Finora in Italia erano circa 4mila i Comuni classificati come montani e quindi destinatari di fondi e agevolazioni. Con le nuove regole, il numero scenderebbe a circa 2.800. In Emilia-Romagna quasi il 40% dei Comuni attualmente montani perderebbe la qualificazione. È quindi urgente rivedere i criteri delineati dal ministero per tutelare le specificità dei territori appenninici affinché i nuovi criteri non penalizzino aree che presentano fragilità strutturali e caratteristiche socio-economiche tipiche della montagna”.

Ha risposto l’assessore a Bilancio, Montagna e aree interne Davide Baruffi: “La nostra posizione è contraria ai criteri della legge 131 poiché mettono a rischio la ‘montanità’. Nella nostra regione i comuni classificati come montani rischiano di passare da 121 a 71. La ratio della legge è evidente: tagliare le risorse di sostegno per la montagna restringendo la platea dei beneficiari. Ma il solo effetto sarebbe quello di una contrapposizione tra territori. Abbiamo già espresso il nostro parere contrario in sede di Conferenza delle Regioni e il ministro Calderoli ha mostrato apertura a rivedere i criteri ma ad oggi non ci sono ancora aggiornamenti. Rivedendo parametri come ad esempio l’altezza, potremmo vedere riconosciuti più comuni montani ad oggi penalizzati”.

Il consigliere ha replicato: “Gli eventi climatici degli ultimi anni ci hanno insegnato l’importanza, per la tenuta del territorio, delle aree montane e collinari che andrebbero gestite come un territorio unico con la pianura. Chi governa il Paese ha sempre fatto leva sulle paure delle aree più fragili: alcune forze politiche hanno tradito quei territori che hanno creduto alle promesse”.

(Lucia Paci)

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