COMUNICATO
Sanità e welfare

Sport Modena. Trande (AVS): “Serve chiarire con ministero la posizione del Centro regionale antidoping (Crad) con sede sotto la Ghirlandina”

“C’è una circolare ministeriale che chiede di cessare qualunque tipo di attività in materia di doping non concordata con la Nado, ma il Crad non effettua analisi su atleti professionisti, mentre si occupa prevalentemente di prevenzione, educazione sanitaria e ricerca scientifica sui metodi di doping, promuovendo una cultura dello sport sano e sicuro”

Il Centro regionale antidoping (Crad) dell’Emilia-Romagna non deve chiudere.

A chiedere l’intervento della Regione per scongiurare la chiusura del centro che ha sede a Modena è, con un’interrogazione, Paolo Trande (Avs).

“Lo scorso 26 gennaio il ministro della Salute, con una circolare, ha chiesto alle amministrazioni regionali ‘di voler attivare ogni urgente e tempestiva azione volta a far cessare immediatamente qualunque tipo di attività in materia di doping e antidoping che non sia stata preventivamente concordata con l’Organizzazione nazionale antidoping (Nado), al fine di scongiurare qualsiasi possibile conseguenza negativa non solo per l’organizzazione dei giochi olimpici che si terranno a strettissimo giro, ma anche per eventuali future candidature dell’Italia per l’organizzazione di altri eventi di così rimarchevole lustro per il nostro paese’”, spiega Trande per il quale “secondo la circolare del ministro i rappresentanti della Wada (l’Agenzia mondiale antidoping) hanno chiesto che ‘non vi siano laboratori o strutture regionali che svolgano alcun tipo di attività connessa alla disciplina dell’antidoping’ e che ‘non vi siano laboratori o strutture regionali che riportino nel proprio nome o in qualsivoglia forma di rappresentazione riferimento all’antidoping’. Il Centro regionale antidoping, con sede a Modena, non ha funzioni di controllo a scopo sanzionatorio, ma si occupa prevalentemente di prevenzione, educazione sanitaria e ricerca scientifica sui metodi di doping, promuovendo una cultura dello sport sano e sicuro”.

Trande sollecita, pertanto, “un confronto, sul tema, tra Regione Emilia-Romagna e ministero, per rimarcare che il Crad non effettua analisi su atleti professionisti”. Vuole, poi, sapere dall’esecutivo regionale “quali azioni intenda porre in essere per confermare e rafforzare il sostegno istituzionale e finanziario al Centro regionale antidoping, riconoscendone il valore strategico nella promozione della salute e nella prevenzione del doping a livello regionale”.

(Cristian Casali)

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