COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Bocchi (FdI): “Chiarezza sui criteri d’accesso alla gratuità del vaccino HPV”

“Le categorie sono individuate dal Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 – risponde l’Assessore alla Sanità, Massimo Fabi – la Regione ha esteso l’offerta ad ulteriori categorie ad alto rischio”

Fare chiarezza sui criteri d’accesso alla gratuità del vaccino HPV. A chiederlo, con un’interrogazione a risposta orale in Commissione Politiche per la salute, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, è il consigliere di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi che chiede di sapere in particolare quali procedure, documentazioni o modalità di autodichiarazione siano previste per l’individuazione delle categorie non immediatamente verificabili.

“L’HPV, Virus del Papilloma Umano, comprende oltre 200 ceppi di virus e le infezioni correlate sono estremamente diffuse nella popolazione, trasmettendosi prevalentemente per via sessuale. Dal 2008 è attiva in Italia la vaccinazione gratuita per le ragazze dal dodicesimo anno di vita e, dal 2017, anche per i ragazzi coetanei”, spiega il consigliere ricordando che in Emilia-Romagna la gratuità è riconosciuta anche ad altre categorie tra cui: le donne conizzate per lesioni CIN2+ HPV correlate, le persone positive all’HIV e, fino ai 46 anni, le persone considerate a rischio per particolari condizioni o comportamenti.

“Alcune categorie ammesse alla gratuità, in particolare uomini che fanno sesso con altri uomini e persone che esercitano la prostituzione, non appaiono immediatamente oggettivabili con criteri amministrativi chiari, e potrebbero quindi prestarsi a difformità interpretative o applicative tra diverse AUSL”, continua Bocchi che fa l’esempio di una segnalazione pervenuta di “una donna di 40 anni risultata positiva al papillomavirus, alla quale sarebbe stato consigliato di effettuare il ciclo vaccinale a pagamento, con un costo riferito di circa 90 euro a dose per tre somministrazioni mensili”.

“La segnalazione evidenzia un possibile disallineamento tra i criteri di accesso gratuiti e il caso di persone già risultate positive all’HPV, cui il vaccino viene comunque consigliato per la prevenzione di ulteriori infezioni da ceppi diversi”, spiega Bocchi, che chiede alla Regione “per quale motivo una persona già positiva all’HPV non rientri automaticamente nelle categorie aventi diritto alla gratuità” e di “valutare un ampliamento o una maggiore chiarezza dei criteri di gratuità, al fine di evitare disparità di trattamento”.

“Le categorie sono individuate dal Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025, la Regione – risponde l’assessore alla Sanità, Massimo Fabi – ha esteso l’offerta ad ulteriori categorie ad alto rischio, tra queste le persone che esercitano la prostituzione. Queste informazioni sono rilevate nel corso dell’anamnesi, nel rispetto del principio di riservatezza e non discriminazione. Una donna di 40 con riscontro di lesioni neoplastiche HPV-relate in qualunque distretto corporeo, anche lievi, può accedere gratuitamente alla vaccinazione. Ciò rappresenta un’estensione rispetto al piano nazionale, dove la gratuità è prevista solo per le donne che presentano lesioni di alto grado. Le altre possono accedere in compartecipazione al costo di 87 euro a dose”.

“La risposta mi soddisfa – evidenzia Bocchi – resta quell’alone di indeterminatezza, ma credo sia facilmente risolvibile”.

(Giorgia Tisselli)

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