La Regione intervenga per evitare il depotenziamento o la chiusura dello stabilimento Officina manutenzione ciclica locomotive (Omcl) di Rimini anche attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale con Trenitalia, organizzazioni sindacali e istituzioni competenti. È necessario chiedere all’azienda un piano industriale dettagliato per tutelare l’occupazione sul territorio e la continuità produttiva di un presidio industriale strategico per la Regione Emilia-Romagna. E’ l’oggetto di un’interrogazione a risposta immediata in Aula presentata da Alice Parma e sottoscritta anche da Emma Petitti (Partito democratico).
“L’impianto, che negli anni 2000 occupava più di 400 dipendenti ed oggi meno di 170 – ha ricordato Parma – è da tempo al centro di preoccupazioni circa gli investimenti che lo interessano e il suo mantenimento in attività, con conseguenti rischi occupazionali sul territorio. Nel 2023 Trenitalia ha presentato un progetto di sviluppo che, per Rimini, prevedeva la conferma delle lavorazioni sui mezzi diesel, la lavorazione e riconversione di vecchi treni ad uso turistico, valorizzando il know-how dello stabilimento e il mantenimento di tutti i livelli occupazionali ma, ad oggi, gli accordi non risultano avviati. Parallelamente si registra un progressivo ridimensionamento dei lavoratori. Le dichiarazioni pubbliche di società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, circa presunti forti investimenti sulla sede riminese, appaiono allo stato prive di riscontri concreti e di una solida prospettiva industriale”.
“A fronte del perdurare delle criticità e dell’assenza di risposte concrete – ha concluso la consigliera – le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Orsa, hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale dell’Omcl di Rimini. Nel confronto sindacale è emersa una prospettiva di forte contrazione delle lavorazioni future, tale da mettere in discussione, nel medio-lungo periodo, l’esistenza stessa dell’impianto di Rimini. Dall’ultimo incontro nazionale sulla manutenzione Trenitalia del 14 gennaio 2026, l’Officina di Rimini non risulterebbe nemmeno compresa nel reticolo manutentivo aziendale. Per tali motivi è stato proclamato uno sciopero il 5 febbraio alla sede di Rimini”.
Ha risposto l’assessore alle Politiche per il lavoro Giovanni Paglia: “Qualcosa è andato storto nei programmi annunciati e il rischio è che non venga garantito alcun futuro al sito di Rimini. Vogliamo che l’attività sia mantenuta anche nel futuro e a tal fine continuano le interlocuzioni con Trenitalia. Quando ci sono difficoltà di natura tecnica si affrontano con gli investimenti, non con la rinuncia. Per noi è fondamentale che non si parli solo di garanzia per gli attuali occupati ma di investimenti per il sito Omcl di Rimini”.
La consigliera ha replicato: “E’ importante l’attenzione della Regione e la costruzione di tavoli in cui mettere insieme le parti. Preoccupa il depotenziamento che c’è stato negli anni quindi mi auguro che questa fase di interlocuzione possa preludere a un rilancio e alla rimessa in circolo di un investimento serio sulle officine di Rimini”.
(Lucia Paci)



