COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Diritti Modena. Ferrari (Pd): “Carceri, al Sant’Anna sovraffollamento e poche opportunità: la Regione chiarisca cosa funziona e cosa intende potenziare”

“Il reinserimento sociale non è solo un diritto della persona detenuta, ma un interesse collettivo: investire su formazione, lavoro e inclusione significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale. La Regione ha un ruolo fondamentale: per questo chiediamo risposte puntuali e impegni chiari, perché a Sant’Anna non si può più aspettare”

Fare chiarezza sui percorsi di formazione, lavoro e inclusione attivi nella Casa circondariale di Modena – Sant’Anna e comprendere quali nuove iniziative la Regione Emilia-Romagna intenda attivare per rendere effettiva la funzione rieducativa della pena.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Ludovica Carla Ferrari (Pd) che richiama il quadro di emergenza strutturale del sistema carcerario regionale, con un tasso medio di sovraffollamento del 133% e situazioni particolarmente critiche in istituti come Modena dove, a fronte di una capienza di 371 posti, i detenuti presenti sono quasi 600, con ricadute pesanti sulle condizioni di vita, sulla salute e sulla possibilità di costruire percorsi individuali di reinserimento. Drammatici anche i dati sui tentativi di suicidio registrati nel 2025.

“La funzione rieducativa della pena, sancita dalla Costituzione, non può restare una dichiarazione di principio – sottolinea Ferrari – ma deve tradursi in percorsi concreti di formazione, lavoro, cultura e inclusione sociale. In condizioni di sovraffollamento così gravi, il rischio è che il carcere diventi esclusivamente un luogo di contenimento, incapace di offrire prospettive e di prevenire recidiva ed emarginazione”.

Pur riconoscendo l’impegno della Regione e la presenza di esperienze positive, come il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna – artigiani della pasta, promosso dalla cooperativa sociale Eortè, Ferrari evidenzia come tali iniziative coinvolgano ancora una percentuale troppo bassa di detenuti rispetto ai bisogni reali della popolazione carceraria.

“Esperienze come il laboratorio gastronomico dimostrano che il lavoro in carcere funziona e crea competenze spendibili all’esterno – afferma la consigliera – ma restano episodi isolati se non vengono messi a sistema, ampliati e resi accessibili a un numero maggiore di persone. Per questo chiediamo alla Giunta un quadro dettagliato di ciò che oggi è attivo a Sant’Anna: quali progetti, quanti posti disponibili, quali spazi e attrezzature e soprattutto quante persone riescono davvero a partecipare”.

Con l’interrogazione, Ferrari chiede inoltre di sapere quali ulteriori iniziative la Regione intenda programmare all’interno della Casa circondariale di Modena per rafforzare i percorsi di reinserimento, anche in raccordo con gli strumenti di programmazione regionale e con le opportunità offerte dai bandi nazionali.

“Il reinserimento sociale non è solo un diritto della persona detenuta, ma un interesse collettivo”, conclude Ferrari per la quale “investire su formazione, lavoro e inclusione significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale. La Regione ha un ruolo fondamentale: per questo chiediamo risposte puntuali e impegni chiari, perché a Sant’Anna non si può più aspettare”.

(Luca Molinari)

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