Promuovere il servizio civile regionale, rafforzando il ruolo del terzo settore.
Lo chiede una risoluzione proposta da Pd e Civici e approvata nel commissione Politiche per la salute e politiche sociali (presieduta da Gian Carlo Muzzarelli), il cui obiettivo è “fare conoscere, con campagne informative, le opportunità offerte dal servizio civile regionale negli enti, organizzazioni e associazioni del terzo settore”.
“Il coinvolgimento delle giovani generazioni – spiega Maria Costi in commissione – rappresenta una leva strategica per garantire continuità, innovazione e sostenibilità al sistema del terzo settore, rafforzandone al contempo il ruolo educativo e civico nella comunità”. Rimarca: “Il servizio civile regionale costituisce uno strumento fondamentale di partecipazione giovanile, formazione civica e impegno sociale, offrendo a ragazze e ragazzi opportunità concrete di crescita personale, acquisizione di competenze e contributo alla vita della comunità locali all’interno di enti pubblici e organizzazioni del terzo settore”. Prosegue: “La Regione Emilia-Romagna ha recentemente rafforzato il proprio investimento sul servizio civile regionale, stanziando per il 2025 risorse pari a 1,33 milioni di euro (superando per la prima volta la soglia del milione di euro), mettendo a disposizione 244 posti complessivi distribuiti su tutto il territorio regionale”. Sottolinea, poi, Costi: “Una quota significativa dei posti è riservata ai giovani con minori opportunità, a conferma dell’attenzione regionale ai temi dell’inclusione, dell’equità e dell’accesso alle esperienze di cittadinanza attiva”. Con questa risoluzione si sollecita, quindi, la giunta “a rafforzare il ruolo del servizio civile regionale”, oltre a incentivare la partecipazione degli enti del terzo settore all’elenco del servizio civile regionale”. Si chiede, poi, all’esecutivo “di interloquire con il governo nazionale affinché assicuri finanziamenti adeguati e continuativi al servizio civile universale, con un coordinamento proficuo con i servizi civili regionali”.
“Il servizio civile – rimarca Nicola Marcello (Fratelli d’Italia) – è una politica giovanile a pieno titolo, un modo per contrastare anche la precarietà, un’opportunità di formazione, è, quindi, importante potenziare l’informazione sul tema, a partire dalle proposte che offre il terzo settore”. Prosegue: “Serve poi particolare attenzione sul tema del servizio civile, in particolare in Emilia-Romagna, nel settore dell’agricoltura”.
Una parte del testo della risoluzione è dedicata alle statistiche sul terzo settore: “In Italia risultano iscritto al registro del terzo settore oltre 136.700 enti, di cui 11.267 con sede in Emilia-Romagna, pari all’8,2% del totale nazionale”. Si rimarca: “La distribuzione provinciale evidenzia una presenza diffusa e capillare, con una maggiore concentrazione nelle province di Bologna (2.606 enti, pari al 23,1%), Modena (1.598;14,2%) e Parma (1.364;12,1%), ma con un ruolo significativo svolto anche nei territori di Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara, Rimini e Piacenza”. Si sottolinea, poi, nel testo sul tema volontariato nel terzo settore: “In Emilia-Romagna sono attivi oltre 245mila volontari e più di 72mila lavoratori all’interno degli enti del terzo settore, configurando un comparto di rilevante impatto sociale, oltre che occupazionale”.
Oltre che da Costi, l’atto è stato sottoscritto anche dai consiglieri Andrea Massari, Gian Carlo Muzzarelli, Francesca Lucchi, Elena Carletti, Fabrizio Castellari, Luca Sabattini, Simona Lembi, Anna Fornili, Barbara Lori, Eleonora Proni, Alice Parma, Maria Laura Arduini, Niccolò Bosi, Paolo Calvano, Lodovico Albasi e Raffaele Donini del Partito democratico, oltre a Vincenzo Paldino dei Civici.
(Cristian Casali)



