Pratiche più onerose per la regolarizzazione strutturale degli edifici: la Regione faccia chiarezza. Con un’interrogazione Marta Evangelisti (FdI) chiede per quale motivo si sia deciso di rendere le pratiche di edilizia più onerose in Emilia-Romagna.
“Fra gli allegati delle delibera di Giunta n.1744 del 27/10/25, che è un atto di indirizzo sulle modalità attuative per la regolarizzazione strutturale degli edifici e aggiornamento della modulistica unificata regionale in materia sismica e degli importi del rimborso forfettario, ci sarebbe il modello R1 che prevede, come novità, il pagamento di 100 o 150 euro, a seconda della pratica, anche per le tolleranze edilizie del 2 per cento”, spiega Evangelisti.
La capogruppo di Fratelli d’Italia specifica che il “Salva casa” non stabilisce direttamente un contributo di diritto segreteria per il modello R1, ma lascia alle Regioni la possibilità di applicare i diritti di segreteria o istruttoria per l’attività svolta dagli uffici.
“Per legge quando si presenta una relazione tecnica integrata (RT) la finalità è dare la conformità a un edificio in riferimento all’ultimo progetto e alle normative urbanistiche vigenti e, quindi, non c’è l’obbligo di presentare il modello R1 e il relativo bollettino”, sottolinea Evangelisti, la quale mette in evidenza come in Emilia-Romagna nel modello R1 siano state inserite anche le tolleranze edilizie del 2% sulla misurazione, quando “in edilizia – continua la consigliera – è impossibile non avere delle tolleranze del 2% su qualsiasi tipo di fabbricato e con questo nuovo e oneroso inserimento di fatto si sono scavalcate le tolleranze edilizie”.
Quindi, “Oltre a spendere 100 o 150 euro a bollettino bisogna anche avvalersi di un tecnico, a pagamento, che dichiari che le tolleranze del 2% non influiscono sulle norme tecniche risalenti all’epoca della costruzione del fabbricato”, rimarca Evangelisti, che chiede alla Regione quanto preveda di incassare dal modello R1 per le tolleranze del 2%, le ragioni per cui abbia scelto di fare pagare 100 o 150 euro a seconda della pratica, sia per le tolleranze edilizie del 2% sia per tutte le sanatorie e, in generale, per le regolarizzazioni strutturali, ritenendo che questo aggravio “creerà un danno all’edilizia regionale e in generale riguardo all’adeguamento e al miglioramento sismico del territorio emiliano romagnolo”.
(Giorgia Tisselli)



