Sanità e welfare

Question time Fiazza (Lega): “Mantenere il criterio dell’anzianità di residenza per l’assegnazione degli alloggi pubblici”

“Una recente sentenza della Corte costituzionale interviene sui punteggi che possono essere o meno attribuiti”, risponde l’assessore Paglia

Mantenere il criterio dell’anzianità di residenza per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A chiederlo in un’interrogazione a risposta immediata in aula è Tommaso Fiazza (Lega).

“La legge regionale 24 del 2001 pone in capo ai comuni la potestà regolamentare circa l’individuazione della modalità di assegnazione degli alloggi – spiega Fiazza -, che sottolinea come a seguito del disposto. Molti comuni hanno deciso di valorizzare il criterio dell’anzianità di residenza del richiedente, ovvero la cosiddetta “storicità di residenza” quale criterio premiale nell’ordine di graduatoria per l’assegnazione degli alloggi”.

Il consigliere spiega che il 9 febbraio l’assessore regionale alle Politiche abitative, lavoro, politiche giovanili, Giovanni Paglia, ha inviato una propria nota alle amministrazioni comunali della Regione che richiamando la “Sentenza della Corte costituzionale n. 1 dell’8 gennaio 2026” scrive che l’utilizzo del criterio premiale della storicità di residenza esporrebbe i Comuni a possibili contenziosi e a probabili future declaratorie di illegittimità costituzionale.

Per il consigliere “eliminare il criterio della residenzialità storica non è una scelta di giustizia, ma un attacco a chi oggi, dopo aver lavorato e contribuito per decenni con le proprie tasse alla costruzione del nostro sistema di welfare, chiede di non essere lasciato indietro”. “L’assessore Paglia – incalza il leghista – coglie l’occasione per intervenire cercando di imporre con una semplice missiva la propria personale visione sul tema”. Per questo, Fiazza chiede alla Regione “quale giudizio dia in merito alla modalità di comprimere strumentalmente le prerogative delle autonomie locali e dell’Assemblea attraverso una propria comunicazione con la quale si invitano i Comuni a disattendere il quadro normativo vigente anziché proporre una modifica organica della legge regionale e conseguentemente dei suoi strumenti attuativi”

“Una sentenza della Corte costituzionale non è un semplice atto, ma va a fissare principi cui bisogna attenersi – risponde l’assessore alle Politiche abitative, Giovanni Paglia. La Consulta interviene su quelli che sono i punteggi che possono essere o meno attribuiti e lo fa in modo netto, stabilendo che non si può utilizzare la propria residenza come elemento premiale. Detto questo, i comuni sono liberi di proseguire come meglio credono sulle graduatorie. La Regione si è assunta la responsabilità di trasmettere una comunicazione in modo che gli enti non vengano esposti a ricorsi”.

“La risposta non mi soddisfa – la replica di Fiazza. Questa lettera mette ancora più confusione in una situazione non ben definita. Davanti a questo la Regione deve prendersi la responsabilità di dotarsi di una legge regionale che dia criteri chiari”.

(Giorgia Tisselli)

Sanità e welfare