COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Vignali (FI): “Riportare le liste d’attesa nei limiti previsti dalla legge”

Il consigliere chiede di ripristinare i volumi di prime visite ed esami diagnostici ai livelli pre-pandemia, alla luce di un significativo calo di prestazioni emerso dal confronto tra il 2019 e il 2025

La Regione intervenga per ripristinare i volumi di prime visite ed esami diagnostici ai livelli pre-pandemia, in modo da riportare le liste d’attesa entro i limiti previsti dalla legge e assicurare ai cittadini tempi certi e accesso effettivo alle prestazioni. Pietro Vignali (Forza Italia) interroga la giunta alla luce di un significativo calo di prime visite ed esami diagnostici emerso da un confronto tra il 2019 e il 2025: 814mila esami diagnostici in meno e 362mila prime visite in meno. Chiede di spiegare se le ragioni siano riconducibili a riduzioni organizzative, carenze di personale, mancato utilizzo delle risorse disponibili o altri fattori e se la riduzione possa essere una delle cause principali delle liste d’attesa chiuse o oltre i tempi di legge e, in tal caso, quali verifiche la Regione intenda effettuare sulle aziende sanitarie maggiormente coinvolte.

“Dai dati forniti dalla Direzione generale sanità – ha spiegato il consigliere – in alcune aziende si registrano diminuzioni molto più marcate nel confronto 2025-2019: all’Azienda ospedaliera universitaria di Parma risulta -28,3% prime visite e -30,6% esami diagnostici; all’Ausl di Bologna -21,5% prime visite e -28,8% esami diagnostici; all’Ausl di Parma -24,9% prime visite e -36,1% esami diagnostici. Tale riduzione è incompatibile con un’ipotetica diminuzione dei bisogni di salute della popolazione regionale e suggerisce, invece, un possibile rallentamento strutturale nell’erogazione delle prestazioni. Le realtà con i cali maggiori risultano essere le stesse in cui i cittadini segnalano più spesso liste d’attesa chiuse, impossibilità di prenotare alcune prestazioni e rallentamenti significativi nell’erogazione del servizio”.

“La Regione – ha proseguito il consigliere – ha comunicato una performance dell’85% di rispetto dei tempi di legge nel quarto trimestre 2025, dato che però appare non rispondere alla situazione reale, perché il sistema di monitoraggio non considera le prestazioni per cui è impossibile ottenere un appuntamento a causa delle liste chiuse o delle cosiddette preliste o liste di galleggiamento. La criticità è stata più volte sollevata anche dal ministro della Salute, che ha richiesto l’adozione di sistemi di rilevazione più trasparenti. La forte riduzione del numero di prestazioni erogate costituisce un possibile indicatore di carenza di capacità produttiva delle aziende sanitarie e non di un minor fabbisogno assistenziale della popolazione”.

Per queste ragioni, con l’atto ispettivo Vignali invita l’esecutivo regionale a intervenire affinché “i volumi di prime visite ed esami diagnostici vengano ripristinati ai livelli pre-pandemia”.

(Lucia Paci)

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