“Riaprire il Pronto Soccorso dell’Ospedale Franchini nelle ore notturne”.
A chiedere la riapertura nelle ore notturne del Pronto soccorso di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, in un’interrogazione, è il consigliere Alessandro Aragona (FdI) a seguito “dell’ultimo grave episodio, che rappresenta il culmine di una situazione di disagio e forte preoccupazione”. L’atto è stato sottoscritto anche da Priamo Bocchi (FdI).
“Il 9 marzo 2026 un bambino in sofferenza respiratoria è stato portato dalla madre al Pronto soccorso di Montecchio, ma al momento dell’arrivo al ‘Franchini’, erano già passate le ore 20, orario di chiusura del Punto di Primo intervento. Sul posto – spiega il consigliere – sono intervenuti due infermieri che hanno allertato i soccorsi: una volta stabilizzato, il minore è stato trasportato all’ospedale di Parma. Un evento analogo – continua il consigliere – è avvenuto nella notte del 12 marzo 2024 quando una donna di 40 anni, madre di due bambine e incinta del terzo figlio, è deceduta davanti al Pronto soccorso”.
Aragona ricorda che a seguito della scomparsa della donna era stata avviata una petizione per riaprire il servizio sanitario anche nelle ore notturne e che questa ha superato le 30mila firme. Sempre a marzo del 2024, “in articolo della Gazzetta di Reggio il sindaco di Montecchio Emilia, Fausto Torelli, aveva dichiarato che l’apertura di un CAU avrebbe garantito la copertura notturna sanitari”.
“Nonostante le dichiarazioni e gli impegni assunti dalla Regione e dal sindaco a oggi non risulta attivo né il CAU, né il Pronto soccorso nelle ore notturne, lasciando di fatto scoperto l’intero territorio della Val d’Enza durante la fascia oraria notturna, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza sanitaria dei cittadini”, evidenzia Aragona. Pertanto, chiede all’esecutivo regionale di adottare misure urgenti per garantire la riaperta del Pronto soccorso e la copertura sanitaria nelle ore notturne sul territorio. Inoltre, chiede “quali siano i motivi del ritardo nell’attivazione del CAU di Montecchio Emilia”.
(Giorgia Tisselli)



