Parità, diritti e partecipazione

La Regione rinnoverà gli accordi con l’ufficio scolastico regionale per diffondere la cultura del rispetto

Le commissioni Scuola e Parità hanno ascoltato l’assessora alle Parità Gessica Allegni: “L’educazione affettiva, relazionale e sessuale non è una materia accessoria né un’invasione della sfera familiare: è uno strumento di prevenzione della violenza maschile contro le donne e una scelta di responsabilità istituzionale. I dati parlano chiaro: nel 2025 in Italia 97 donne sono state vittime di femminicidio e fra le giovani di 16-24 anni la percentuale di chi ha subito violenza fisica o sessuale è salita al 37,6%. Ciononostante solo il 47% degli adolescenti ha ricevuto educazione sessuale a scuola”

La Regione Emilia-Romagna rinnoverà gli accordi con l’ufficio scolastico regionale per la cultura del rispetto. Questo perché viale Aldo Moro sostiene l’introduzione nei programmi scolastici dell’educazione affettiva, relazione e sessuale come strumento fondamentale di prevenzione alla violenza di genere. A ribadirlo è stata l’assessora alle Pari Opportunità Gessica Allegni intervenendo nel corso della seduta congiunta delle commissioni Scuola e Parità presiedute rispettivamente da Maria Costi e Elena Carletti.
“L’educazione affettiva, relazionale e sessuale non è una materia accessoria né un’invasione della sfera familiare: è uno strumento di prevenzione della violenza maschile contro le donne e una scelta di responsabilità istituzionale. I dati parlano chiaro: nel 2025 in Italia 97 donne sono state vittime di femminicidio e fra le giovani di 16-24 anni la percentuale di chi ha subito violenza fisica o sessuale è salita al 37,6%. Ciononostante solo il 47% degli adolescenti ha ricevuto educazione sessuale a scuola”, spiega Allegni. Che prosegue: “La Regione Emilia-Romagna continuerà a promuovere percorsi educativi nelle scuole e nei contesti extrascolastici, a investire nella formazione di docenti ed educatori, a rafforzare la rete fra sanità territoriale, consultori, centri antiviolenza e terzo settore. Prevenire significa arrivare prima. E arrivare prima, in questo campo, significa educare”.
L’informativa di Allegni ha raccolto il pieno sostegno del centrosinistra, per il quale la Regione si trova ad operare anche al posto di un governo nazionale non sufficientemente attento al tema, mentre per il centrodestra il governo sta lavorando bene e ogni iniziativa in materia di educazione all’affettività deve coinvolgere i famigliari degli studenti.
La parola ai consiglieri 

“Trattiamo un tema trasversale, l’educazione affettiva avviene in ambiti e modi differenti, tanti gli assessorati sono coinvolti in un piano che deve accompagnare la crescita delle generazioni più giovani”, spiega la presidente Carletti. Sulla stessa linea la presidente Costi per la quale “l’educazione affettiva, sessuale e relazionale nelle scuole, anche per un uso consapevole del web, è determinante per prevenire le violenze di genere. Alimenta, infatti, quella radice di consapevolezza che permetterà alla pianta di crescere sana. Bene dunque il protocollo rinnovato con l’Ufficio scolastico regionale e l’impegno della Regione per il benessere delle nostre ragazze e ragazzi”. Per Maria Laura Arduini (Pd) “è molto importante investire sull’educazione affettiva a partire dai giovani e nelle scuole”, mentre Simona Lembi (Pd) sottolinea come “se non ci fosse la Regione Emilia-Romagna intere generazioni di adolescenti sarebbero destinate ad affrontare alcuni temi solo sul web: la Regione sta facendo anche quello che il governo non fa. Noi siamo l’Emilia-Romagna e quindi la Regione sta già facendo molte attività nelle scuole e la collaborazione con l’ufficio scolastico regionale va rinnovata”. Sulla stessa linea Paolo Burani (Avs), critico col governo reo, a sua detta, di non affrontare i temi di genere per scelta ideologica. “La Regione sta lavorando molto bene su questi temi e l’educazione all’affettività deve diventare una cosa normale, a partire dall’uso di un linguaggio corretto”, sottolinea Lorenzo Casadei (M5s), mentre Nicolò Bosi (Pd) critica il governo e il centrodestra “di cui non capisco la rigidità ad affrontare i temi dell’affettività”. Per Valentina Castaldini (Forza Italia) non è sufficiente criticare solo il governo, occorre anche che la Regione spieghi meglio ciò che fa, a partire da un maggiore coinvolgimento dell’università. “Parliamo di temi molto importanti su cui vanno coinvolte le famiglie” spiega Nicola Marcello (FdI) che esprime apprezzamento per l’attività del governo nazionale.

(Cristian Casali e Luca Molinari)
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