“Contrassegno disabili, una ridotta capacità deambulatoria può derivare da una grave compromissione relazionale”
Andrea Massari (Pd) in una risoluzione impegna la Regione a farsi promotrice di linee guida applicative nazionali rivolte alle Commissioni mediche INPS che riconoscano che la “capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”, ai fini del rilascio del contrassegno di parcheggio e circolazione, può derivare anche da condizioni di grave compromissione cognitiva, relazionale o comportamentale che, “pur non incidendo direttamente sulla funzionalità motoria, rendono di fatto impossibile o pericoloso per la persona l’utilizzo autonomo dei percorsi pedonali o dei mezzi pubblici”. Inoltre, invita la Regione “a chiedere all’INPS di effettuare una ricognizione specifica dei verbali di invalidità civile, handicap, disabilità e accertamento, ai fini CUDE, emessi negli ultimi tre anni”.
Per il rilascio del contrassegno di parcheggio, “la normativa statale non specifica che la riduzione della capacità di deambulazione debba derivare esclusivamente da patologie di tipo motorio o ortopedico, lasciando pertanto margini di valutazione in sede medico-legale in relazione a condizioni che di fatto rendano impossibile o gravemente difficoltoso lo spostamento autonomo”, spiega Massari. Secondo il consigliere, “persone con disabilità intellettiva grave, disturbi dello spettro autistico severi o rilevanti disturbi del comportamento possono trovarsi nell’impossibilità di utilizzare in condizioni di sicurezza i mezzi pubblici o di muoversi autonomamente in ambito urbano, pur in assenza di deficit motori, con un impatto significativo sulla possibilità di accesso a scuola, servizi sanitari, centri diurni, attività sociali e di tempo libero, nonché con un forte carico assistenziale sulle famiglie”.
Il consigliere mette in evidenza che questo rischia di determinare una discriminazione indiretta tra diverse tipologie di disabilità, in contrasto con i principi di pari opportunità, non discriminazione e accomodamento ragionevole sanciti a livello nazionale e internazionale. “In alcune Regioni e in diversi comuni italiani – riporta – sono state adottate prassi e linee di indirizzo più inclusive, che, nel rispetto della normativa nazionale, riconoscono la possibilità di attestare la capacità di deambulazione sensibilmente ridotta anche in presenza di gravi compromissioni cognitive, relazionali o comportamentali: ad esempio in Puglia, Lombardia, Toscana e in diversi comuni del Veneto, con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico e alle disabilità intellettive gravi”.
Per Massari la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle proprie competenze, può svolgere un ruolo attivo di impulso e la impegna a farsi promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di un confronto con le altre Regioni, al fine di sostenere, congiuntamente presso INPS e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’adozione di criteri interpretativi omogenei e rispettosi dei principi di pari opportunità e non discriminazione. Inoltre, impegna l’esecutivo regionale a “chiedere all’INPS – Direzione regionale Emilia-Romagna di effettuare una ricognizione specifica dei verbali di invalidità civile, handicap, disabilità e accertamento, ai fini del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), emessi negli ultimi tre anni sul territorio regionale che riportano il requisito sanitario per il rilascio del contrassegno di parcheggio e circolazione”.
(Giorgia Tisselli)



