La giunta chiarisca se le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), nel percorso di sostituzione dei Centri di assistenza e urgenza (Cau), offriranno un servizio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e se saranno garantite ai cittadini le medesime prestazioni assistenziali, diagnostiche e di cura che vengono oggi erogate all’interno dei Cau. È l’oggetto di un’interrogazione a risposta immediata in Aula di Valentina Castaldini (Forza Italia).
“Come annunciato dal direttore sanitario dell’Ausl di Bologna – ha spiegato la consigliera – le Aft saranno l’evoluzione degli attuali Cau e a partire da maggio è prevista l’apertura delle prime Aft con la contestuale chiusura di alcuni Cau. La riforma che ha portato all’apertura dei Cau risale all’autunno 2023 con l’obiettivo di alleggerire gli accessi ai pronto soccorso regionali. Al loro interno è possibile usufruire di visite, trattamenti farmacologici, radiografie, ecografie e altre prestazioni. Alla loro introduzione i Cau erano aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre nell’ultimo anno si è assistito, per diversi punti aperti in regione, alla diminuzione dell’orario lasciando l’accesso esclusivamente diurno. Durante l’orario notturno i pazienti vengono dirottati sul servizio di continuità assistenziale, con una sostanziale diminuzione di offerta di prestazioni ai cittadini. Cosa troveremo nelle Aft?”.
Ha risposto l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi: “Le Aft sono costituite nella cornice normativa del 2022, fondata sulla sanità territoriale e sulle case di comunità; rappresentano forme organizzative di medicina generale e assistenza multidisciplinare garantendo continuità dell’assistenza. Non sostituiscono i Cau in una logica uno a uno ma sono un salto di paradigma per il servizio ai cittadini capace di garantire un’assistenza h24, 7 giorni su 7, per rispondere ai bisogni di ciascun territorio. Ci sarà un’apposita campagna per illustrare l’evoluzione del ruolo dei Cau. Le Aft manterranno gli stessi requisiti e le prestazioni potranno essere implementate con ulteriori risorse”.
Valentina Castaldini ha replicato: “A pochi anni dalla costituzione dei Cau c’è una nuova trasformazione, non ancora compresa dai cittadini. Non si capisce quali siano i servizi che diminuiscono e quali quelli implementati: rischiamo di avere meno servizi perché il Cau viene depotenziato. Abbiamo bisogno di comprendere la successiva trasformazione della sanità emiliano-romagnola”.
(Lucia Paci)



