Prevedere agevolazioni economiche per affrontare e approfondire il fenomeno della “povertà mestruale” in Emilia-Romagna. Prevedere anche un’indagine per conoscere i numeri di persone che vivono in condizione di vulnerabilità economica, tale da non potersi permettere neanche l’acquisto di prodotti igienico sanitari, prevedendo specifiche agevolazioni economiche.
E’ l’impegno contenuto in una risoluzione del Partito democratico-Civici-M5 Stelle approvata dall’Assemblea legislativa, che porta la prima firma di Maria Laura Arduini ed è cofirmata anche dai colleghi Andrea Massari, Alice Parma, Elena Carletti, Matteo Daffadà, Eleonora Proni, Fabrizio Castellari, Anna Fornili, Paolo Calvano, Francesco Critelli, Barbara Lori, Simona Lembi, Lodovico Albasi, Maria Costi, Marcella Zappaterra, Niccolò Bosi, Valentina Ancarani, Luca Sabattini, Ludovica Carla Ferrari, il Civico Giovanni Gordini e il consigliere del M5stelle Lorenzo Casadei. A favore hanno votato i consiglieri dei gruppi di centrosinistra, astenuti quelli di centrodestra.
Fra gli impegni richiesti alla giunta, anche quello di accelerare la pubblicazione delle linee guida sulla medicina di genere, nonché di sollecitare Governo e Parlamento “per una totale detassazione dei beni essenziali alla salute e alla cura di ogni persona”. I firmatari richiedono inoltre all’esecutivo regionale di promuovere campagne di sensibilizzazione su educazione mestruale ed educazione affettiva e di verificare, con le farmacie comunali presenti in Emilia-Romagna, la possibilità di applicare prezzi contenuti sui prodotti sanitari igienici femminili e sui prodotti per la prima infanzia.
“Nonostante il bisogno di prodotti per la salute mestruale sia permanente, – spiega Maria Laura Arduini – l’accesso a questi beni essenziali rimane vincolato alla possibilità di acquistarli. Questo comporta che la soddisfazione delle esigenze di salute e cura dipenda dalla capacità economica dell’individuo e della propria famiglia. Per facilitare l’accesso e la reperibilità di questi beni, molti comuni e diverse regioni hanno adottato azioni amministrative, seguendo l’esempio dell’accordo con le farmacie comunali sui prodotti igienico-sanitari femminili promosso nel 2021 nel Comune di Firenze”.
“Questa risoluzione parla di salute e dignità. Parliamo di beni che non sono un lusso, ma il cui accesso è legato alle disponibilità economica delle persone. Negli ultimi anni, grazie alle istituzioni e alla società civile, sono stati fatti passi in avanti, ma le recenti leggi di Bilancio dello Stato hanno peggiorato le condizioni delle persone dimostrando come il governo sia disinteressato a questo tema: il diritto alla salute delle persone non può essere legato a logiche di Bilancio”, spiega Alice Parma (Pd). Sulla stessa linea Maria Costi (Pd) per la quale “siamo sempre stati a favore della sanità pubblica universalistica e queste proposte rientrano in questo tema: i diritti alla salute delle persone e la loro dignità non possono dipendere dalla condizione economica di una persona: vogliamo costruire una Regione che sempre più aiuti le persone giovani e fragili”. “Stiamo parlando un fatto che non è solo privato, ma riguarda il tema della salute pubblica, un tema che viene ancora trattato in modo molto cauto che ricorda la storia stessa del rapporto tra mestruazioni e società. Sarebbe bene che tutti i gruppi consigliari sostenessero queste proposte”, sottolinea Simona Lembi (Pd). “Sosteniamo queste proposte: ogni proposta concreta e culturale sul tema è benvenuto anche per contrastare gli stigma sociali ancora legati a questi temi”, spiega Simona Larghetti (Avs).
(Brigida Miranda e Luca Molinari)



