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I numeri della Settimana della Legalità: dal 13 al 21 marzo coinvolti 2850 studenti in tutto il territorio regionale per rafforzare la cultura del contrasto alle mafie

Pietro Grasso ha mostrato l’accendino di Giovanni Falcone, simbolo delle scintille di futuro da trasmettere ai ragazzi. Nella sede di Viale Aldo Moro ben 524 ragazzi e ragazze da Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Pianoro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, Sassuolo, Solarolo, Casola Valsenio e Riolo Terme sono stati coinvolti in diversi progetti

Oltre trenta eventi a cui hanno partecipato 2850 studenti e studentesse emiliano-romagnoli nelle diverse province del territorio. Di questi, 524 ragazzi e ragazze sono stati accolti in Assemblea legislativa e coinvolti in diversi progetti.

Sono i numeri della Settimana della Legalità, il tradizionale evento con cui l’Assemblea legislativa, in collaborazione con associazioni ed enti locali, conferma il proprio impegno per rafforzare la cultura del contrasto alle mafie e promuovere la cittadinanza responsabile.

L’edizione 2026 si è svolta dal 13 al 21 marzo, con un calendario fitto di eventi che ha coinvolto scuole, istituzioni, associazioni e professionisti del territorio: tante iniziative, molte delle quali inserite nel percorso didattico di Concittadini, hanno toccato i temi della giustizia, della memoria delle vittime innocenti delle mafie e della partecipazione democratica. La settimana della legalità ha coinvolto anche Anci e Upi Emilia-Romagna, enti locali, associazioni, scuole e università, in collaborazione con l’associazione Libera.

Fra le iniziative promosse in Assemblea, anche l’incontro con Pietro Grasso, già magistrato e presidente del Senato, che ha offerto un’occasione di testimonianza e riflessione profonda, accolto dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri insieme all’assessora alla Legalità Elena Mazzoni.

Con l’occasione Fabbri ha ricordato che “Il giudice Giovanni Falcone una volta disse che si può vincere la mafia non pretendendo l’eroismo dai cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. Le sue parole devono essere un monito ma anche uno stimolo per noi”. Il presidente ha poi aggiunto che “La Settimana della legalità serve proprio a questo, a prendere coscienza che la criminalità organizzata forse è meno visibile che in passato ma non per questo meno pericolosa. Istituzioni, cittadini, giovani generazioni devono essere uniti e l’Assemblea farà la sua parte per valorizzare l’impegno di chi ogni giorno si batte per un mondo finalmente libero dalle mafie”

In questa e nelle altre occasioni di confronto svolte nel corso della settimana, le studentesse e gli studenti hanno posto numerose domande per comprendere come sono nati certi fenomeni e per rendersi conto di quanto sia importante non rimanere indifferenti e non girarsi dall’altra parte quando si manifestano. A loro infatti è stata offerta l’occasione di dialogare con chi ha portato la propria esperienza, maturata sul campo, nell’ambito della legalità e della lotta alle mafie.

Durante l’incontro con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Pertini 1 di Reggio Emilia, dell’Istituto Comprensivo di Pianoro e dell’Istituto Comprensivo Manara Valgimigli di Ravenna, Pietro Grasso ha mostrato l’accendino appartenuto a Giovanni Falcone, un oggetto che porta sempre con sé: non solo un semplice ricordo, ma un simbolo che contiene idealmente quelle “scintille di futuro” che l’ex magistrato ha voluto trasmettere ai ragazzi.

Le iniziative in Assemblea hanno visto grande partecipazione da parte della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Claudia Giudici, che insieme ad amministratori locali e ad alcuni componenti dell’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze, ha incontrato i Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze di Solarolo, Casola Valsenio, Riolo Terme e San Lazzaro di Savena accompagnandoli in questo percorso di consapevolezza e impegno, come esempio di istituzioni capaci di creare e coltivare una cittadinanza sempre più attiva basata sui valori della giustizia e della legalità.

Le studentesse e gli studenti dell’IIS Archimede di San Giovanni in Persiceto hanno invece avuto modo di affrontare il tema delle infiltrazioni mafiose mentre gli studenti dell’IIS Elsa Morante di Sassuolo hanno avuto un confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni e le realtà associative Libera Emilia-Romagna e Amici dei Popoli ETS per discutere di sostenibilità territoriale e ambientale.

I progetti esterni a viale Aldo Moro hanno coinvolto le province di Bologna, Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara.

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(Irene Gulminelli)

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