Tempi certi e immediata applicazione della Convenzione del 1990 per completare le opere connesse alla Variante di Valico, opera stradale strategica per il collegamento Bologna-Firenze, la messa in sicurezza del territorio e la riqualificazione delle aree interessate. Lo chiede Marco Mastacchi (Rete Civica) che ha presentato una risoluzione affinché Autostrade per l’Italia e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti forniscano chiarimenti in merito all’effettivo utilizzo dei finanziamenti originariamente assegnati alle opere accessorie, fra cui il consolidamento della frana, l’apertura del casello di Rioveggio, la riqualificazione del parco fluviale di Vado e gli interventi sull’Area Deposito 5 destinata al materiale di risulta derivante dagli scavi della Variante di Valico.
“Autostrade per l’Italia (Aspi) ha confermato che nel 2022 si è riattivato un movimento franoso, aggravato dalla presenza di una falda acquifera, rendendo necessarie complesse opere di consolidamento mediante pozzi idrodrenanti” ha premesso il consigliere, spiegando che la stessa Aspi aveva ipotizzato una suddivisione dei lavori in due fasi, ma il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha imposto l’inversione della sequenza, bloccando di fatto l’avvio anche delle lavorazioni non interferenti.
“Tale scelta – ha proseguito – ha prodotto l’ennesimo stallo procedurale, senza che venissero fornite informazioni certe e verificabili sulle tempistiche di realizzazione delle opere residue né sulla data di apertura del casello di Rioveggio, avviato nel 2010 ma attualmente in stato di abbandono. Le amministrazioni locali segnalano da tempo l’assenza di avanzamenti concreti per gli interventi del parco fluviale di Vado e il permanere di condizioni di incuria e degrado lungo l’ex tracciato autostradale dismesso la cui riqualificazione è attesa da anni. Le comunità dell’Appennino bolognese hanno sopportato per anni ritardi ingiustificabili, rinvii continui, cambi di strategia, rimpalli di responsabilità tra enti e concessionari. Questa situazione ha prodotto un danno economico e infrastrutturale evidente: opportunità di sviluppo compromesse, come quelle legate all’area commerciale prevista in prossimità del casello di Rioveggio, e territori che continuano a versare in condizioni di degrado intollerabili”.
“Le opere – ha concluso il consigliere – risulterebbero subordinate all’approvazione del nuovo Piano economico finanziario di Aspi, ma sono state già comprese e finanziate nei precedenti strumenti di pianificazione legati alla realizzazione della Variante di Valico. Non risulta evidente quale sia stato l’utilizzo dei finanziamenti originariamente assegnati, né per quale motivo la società concessionaria richieda oggi di inserirle nuovamente nel nuovo Piano come interventi da rifinanziare dopo che sono trascorsi oltre 25 anni dalla definizione dei primi impegni programmatori”.
Per questi motivi Mastacchi ha presentato la risoluzione al fine di conoscere “le ragioni per cui tali opere vengano oggi riproposte come interventi da rifinanziare” e per invitare l’esecutivo a “valutare la possibilità di individuare una nuova destinazione d’uso per l’Area Deposito 5, alla luce dell’attuale stato di degrado dell’area, anche in relazione agli studi in corso sul progetto del tunnel Reno-Setta”.
(Lucia Paci)


