COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Scuola. Costi (Pd) “Ripristinare la cifra di 500 euro per la carta del docente”

“Recentemente il governo nazionale ha previsto una riduzione dell’importo della carta del cocente, passando da 500 euro annui a 383 euro per insegnante: questa riduzione interviene in un contesto in cui il sistema scolastico italiano necessita, invece, di rafforzare gli investimenti nella formazione degli insegnanti, nell’innovazione didattica e nella diffusione delle competenze digitali e pedagogiche”

“Riportare l’importo della carta del docente a 500 euro, riconoscendo il valore strategico della formazione continua degli insegnanti”.

È Maria Costi (Pd) a chiedere alla giunta regionale, con una risoluzione, di premere sul governo per rivedere i tagli collegati alla carta.

Più in generale la consigliera chiede di “ribadire il valore della scuola pubblica e della funzione docente quale colonna fondamentale per la crescita culturale, civile e democratica del paese, sostenendo ogni iniziativa rivolta a valorizzare il ruolo degli insegnanti e a migliorare le condizioni del loro lavoro”. Sollecitando, per questo, “politiche nazionali che rafforzino gli investimenti nella scuola, nella formazione degli insegnanti e nella qualità dell’offerta educativa”.

“Recentemente – spiega Costi – il governo nazionale ha previsto una riduzione dell’importo della carta del cocente, passando da 500 euro annui a 383 euro per insegnante”. Rimarca: “Questa riduzione interviene in un contesto in cui il sistema scolastico italiano necessita, invece, di rafforzare gli investimenti nella formazione degli insegnanti, nell’innovazione didattica e nella diffusione delle competenze digitali e pedagogiche”. Prosegue: “Le criticità emerse negli anni nell’utilizzo della carta potevano essere affrontate attraverso strumenti di miglioramento e di razionalizzazione delle modalità di utilizzo, orientando la spesa verso strumenti realmente utili all’attività didattica e alla formazione professionale, senza ridurre le risorse complessive”. Conclude: “Con questa riduzione si rischia di trasmettere un segnale negativo, che può essere percepito come una minore attenzione nei confronti della scuola e della valorizzazione della funzione docente”.

(Cristian Casali)

Scuola giovani e cultura