Servizi digitali più diffusi sui territori per ridurre il divario tecnologico tra Appennino e pianura, tra aree interne e città e per garantire servizi più accessibili ai cittadini a partire dal potenziamento della telemedicina e dalla possibilità di avere una gestione più semplice del Fascicolo sanitario elettronico. Nel mese di marzo l’Assemblea legislativa ha approvato l’Agenda digitale 2025-2029, il “piano dei lavori” per superare il gap tecnologico tra i territori e le generazioni in Emilia-Romagna e consentire una serie di agevolazioni, tra cui l’utilizzo dei big data per l’analisi in tempo reale delle presenze e flussi turistici, nuovi tralicci telefonici nelle zone dell’Appennino e della pianura, software avanzati per la gestione dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp). E ancora: automazione per ridurre i costi e l’impatto ambientale in agricoltura, azioni per superare le disuguaglianze di genere nell’accesso e nell’uso delle tecnologie.
Nel lavoro delle commissioni è stata posta attenzione al trasferimento del centro Italia Meteo da Bologna a Roma. All’informativa presentata in commissione Politiche economiche, le parole del vicepresidente Vincenzo Colla hanno raccolto il sostegno dei consiglieri del centrosinistra, preoccupati per i posti di lavoro a rischio e le conseguenze sull’innovazione tecnologica, che hanno chiesto al governo di rivedere le proprie posizioni. Diversa la lettura del centrodestra con Fratelli d’Italia, che ha difeso le scelte del governo e ha chiesto chiarezza sui costi di gestione della sede bolognese di ItaliaMeteo, e con Forza Italia, che ha auspicato che sul tema si possa arrivare a una ricucitura tra Roma e Bologna, anche alla luce della collaborazione istituzionale che c’è sempre stata sul Tecnopolo. Prioritaria è la tutela di tutti i 25 posti di lavoro a rischio.
Un dato di rilievo, emerso nel corso della commissione Politiche per la salute, riguarda la richiesta di sostegno psicologico in Emilia-Romagna dopo il Covid: è aumentata del 35%. In regione risultano oltre 40mila le prestazioni erogate, individuali o di gruppo, attraverso la figura professionale dello psicologo di base nelle Case della comunità, oltre 50 gruppi di supporto psicologico attivati, più di 10mila gli utenti trattati fra quelli in carico e i nuovi accessi. Da qui è stata evidenziata l’importanza degli psicologi delle Case della comunità: a ogni distretto è stato assegnato uno psicologo in più, e l’obiettivo è arrivare a due. La Regione Emilia-Romagna punta al consolidamento del servizio, in piena attuazione della riforma dell’assistenza territoriale contenuta nel piano nazionale di ripresa e resilienza. Il prossimo obiettivo sarà quello di rendere la consultazione psicologica primaria accessibile a tutta la popolazione, definendo standard minimi di personale per ogni Ausl.
Diversi i progetti di legge sottoposti alle commissioni e all’Assemblea legislativa, a partire da quello sulla realizzazione di una rete degli aeroporti regionali per aumentare l’attrattività dell’Emilia-Romagna creando anche una maggiore connessione tra trasporto aereo e quello ferroviario e fluviale per ridurre l’inquinamento e velocizzare i collegamenti. Per il relatore di maggioranza Andrea Massari (Pd) quello proposto dalla giunta è un progetto di legge che da un lato fa crescere i piccoli aeroporti e dall’altro, insieme a Bologna, permette di creare un piano complessivo regionale, mentre per il relatore di minoranza Francesco Sassone (FdI) nella proposta della giunta mancherebbe una visione complessiva e non ci sarebbe sufficiente chiarezza su tempi, risorse e modalità degli interventi che la Regione vuole realizzare.
Parti sociali ed enti locali hanno avuto modo di esprimere il proprio parere sulla proposta di legge nel corso delle commissioni Territorio e Politiche economiche riunite congiuntamente: industriali, cooperative, sindacati confederali ed enti locali hanno espresso apprezzamento per il provvedimento, mentre Cna ha chiesto maggiore concertazione e sindacato di base Usb ha bocciato il progetto di legge perché ritenuto legato a un modello di sviluppo superato. Nell’incontro è stata condivisa la necessità di aumentare le risorse annuali stanziate al fine di concretizzare gli obiettivi contenuti nella proposta di legge.
Il progetto di legge prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax). La proposta della giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno). A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, della council tax negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale. Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati.
La proposta di legge regionale “Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici” presentata dal gruppo di Alleanza verdi e sinistra (AVS) composto da Paolo Burani, Paolo Trande e Simona Larghetti, è approdata nella commissione Territorio e Ambiente. L’iter della proposta ha preso il via con l’illustrazione da parte del relatore di maggioranza Paolo Burani (AVS) e del relatore di minoranza Priamo Bocchi (FdI). Tra gli obiettivi quello di raggiungere la neutralità carbonica e il consumo di suolo zero entro il 2050.
C’è poi la proposta di legge della giunta su interventi a sostegno dei settori produttivi dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Nel progetto di legge, che a fronte di un impegno di spesa totale di 12 milioni di euro, già nel 2026 sono disponibili 5,7 milioni di euro per le principali filiere: dalle produzioni vegetali alla zootecnia, pesca e acquacoltura. Per il relatore di maggioranza Niccolò Bosi (Pd) “il progetto di legge è un forte investimento su un settore che ha un grande valore per la nostra regione”, per il relatore di minoranza Fausto Gianella (FdI) “bene gli aiuti economici, ma servono soluzioni per risolvere i problemi alla base”.
È partito nelle commissioni l’iter per la presentazione del progetto di legge per il riconoscimento della figura professionale di onicotecnico, presentato dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti. Obiettivo della proposta quello di regolamentare questa tipologia di professionalità, in primo luogo per tutelare la sicurezza sanitaria di operatori ed utenti e per garantire la leale concorrenza sul mercato. Il riconoscimento della professione potrebbe inoltre rappresentare un’importante occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e un volano di integrazione per le persone con disabilità.
(Lucia Paci)



