Infrastrutture e trasporti

Fiazza (Lega): “La Regione riferisca in merito al futuro del trasporto pubblico locale”

“Chiarire se la nuova interlocuzione con gli Enti locali soci delle società di trasporto abbia portato alla necessità di rivedere lo schema di ‘Protocollo d’intesa’ deliberato nel febbraio 2024 e, in caso affermativo, in quali parti e in quale modo”

“La Regione faccia chiarezza sul futuro del trasporto pubblico locale”.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Tommaso Fiazza (Lega) che ricorda come proprio da una nota stampa della Regione si apprende di un incontro sul futuro del TPL “a cui erano presenti oltre al presidente Michele de Pascale, all’assessora regionale ai Trasporti e all’assessore regionale al Bilancio con delega alle società partecipate, i sindaci e i presidenti delle province di Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena e della città metropolitana di Bologna. Al centro dell’incontro – continua il consigliere – la costituzione di un’azienda unica del trasporto pubblico locale che copra tutte le province da Piacenza a Rimini, con la sola esclusione di Parma, e il peso che ciascun soggetto avrà all’interno della nuova azienda unica”.

“Nel corso della scorsa legislatura la Regione Emilia-Romagna ha commissionato uno studio fattibilità teso alla costituzione di un unico soggetto regionale del trasporto pubblico locale definito ‘Gruppo industriale del TPL’, poi condiviso con gli Enti locali soci delle società di trasporto pubblico TPER spa, SETA spa e Start Romagna spa”, spiega Fiazza, il quale precisa che, con una delibera del 12 febbraio 2024, “la Giunta regionale ha approvato il ‘Protocollo d’intesa’ fra la Regione e tutti gli Enti soci delle suddette società col quale si sarebbe dovuto tracciare il percorso per giungere alla costituzione del nuovo soggetto”.

Pertanto, Fiazza chiede alla Giunta se la nuova interlocuzione con gli Enti locali soci delle società di trasporto abbia portato a dover rivedere lo schema di “Protocollo d’intesa”, se gli Enti locali soci di SETA e Start Romagna, “cui per inciso, da notizie di stampa, parrebbe essere stato chiesto di ripianare eventuali debiti delle proprie partecipate prima della fusione, siano edotti dell’esposizione obbligazionaria contratta da TPER spa, e di riferire in merito alle proprie strategie riguardo al nuovo soggetto societario e alla gestione del TPL nella Commissione assembleare competente”.

(Giorgia Tisselli)

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