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Elezioni comunali 2026: dall’8 aprile par condicio solo relativa ai territori chiamati al voto

Entrano in vigore le limitazioni alla comunicazione istituzionale per le Elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi (eventuali ballottaggi il 7 e 8 giugno). Il documento condiviso fra Giunta e Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

I prossimi 24 e 25 maggio in Emilia-Romagna si terranno le elezioni comunali in 16 comuni, il 4,8% dei 330 complessivi. Il turno di ballottaggio è previsto il 7 e 8 giugno.

Visto il numero di Comuni coinvolti e la percentuale di popolazione chiamata alle urne, ci sono tutte le condizioni per l’applicazione di una par condicio attenuata, relativa ai soli territori dove si vota (di cui non si parlerà nella comunicazione istituzionale, se non in maniera impersonale su attività che, se non comunicate, precludano la regolare attività dell’Ente).

Dove si vota

Si voterà in cinque Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno: Imola (Bologna), Faenza (Ravenna), Cervia (Ravenna), Comacchio (Ferrara), Vignola (Modena).

Una novità riguarda il sistema elettorale del Comune di Bondeno (Ferrara), che, essendo sceso sotto la soglia dei 15mila abitanti al censimento 2021, vedrà la proclamazione del sindaco in un turno unico.

Gli altri Comuni al voto, tutti inferiori ai 15mila abitanti, sono: Verghereto (Forlì-Cesena), Montese (Modena), Palanzano e Pellegrino Parmense (Parma), Ferriere e Pontenure (Piacenza), Canossa e Luzzara (Reggio Emilia), Mondaino e Morciano di Romagna (Rimini).

La Par condicio

L’ingresso nel periodo elettorale comporta il rispetto della normativa nazionale sulla par condicio (legge 28/2000), con limitazioni anche per l’attività di comunicazione istituzionale degli Enti e delle amministrazioni pubbliche.

Periodo che si apre l’8 aprile, come comunicato dal Corecom regionale, e che durerà fino all’eventuale turno di ballottaggio nei comuni chiamati al voto.

Come ormai avviene da tempo, l’obiettivo è quello di una applicazione condivisa della norma da parte dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta e del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa, attraverso il rispetto di regole definite insieme e illustrate sia in Giunta regionale sia in Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa e il conseguente loro via libera.

Tali regole riguardano tutte le strutture regionali che svolgono attività di comunicazione, comprese le Agenzie regionali e le Aziende sanitarie.

La proposta condivisa da Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta e Servizio informazione dell’Assemblea legislativa parte dal parere positivo sulle linee applicative della normativa nazionale (articolo 9 della legge 28/2000) espresso dal presidente del Corecom il 28 marzo 2019.

In generale, occorre sottolineare come l’attività istituzionale dell’Ente non sia interessata dalla normativa sulla par condicio. Lo è solo l’attività di comunicazione istituzionale, sia quella interna rivolta a uffici e personale, sia quella esterna rivolta ai cittadini.

Di conseguenza, dall’8 aprile la comunicazione istituzionale dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta e del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa eviterà in maniera tassativa i 16 Comuni chiamati al voto. Quindi, nei comunicati e nell’attività multimediale non si parlerà di questi. 

Nel dettaglio, cosa cambia

Da parte dell’Agenzia di informazione della Giunta e del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa:

  • i Comuni chiamati al voto non potranno comparire o essere oggetto della comunicazione istituzionale, ovvero comunicati e attività multimediale (video, videocomunicati, foto, web, social);
  • tali Comuni saranno esclusi dalla comunicazione istituzionale, ovvero comunicati e attività multimediale (video, videocomunicati, foto, web, social);
  • sul portale e sui profili social della Regione e dell’Assemblea legislativa le news non potranno riguardare in alcun modo tali comuni;
  • lo stesso avverrà per le conferenze stampa e per le campagne di comunicazione istituzionale, che non verranno diffuse nei comuni al voto.

Dalla comunicazione istituzionale verranno esclusi anche eventuali consiglieri regionali o assessori regionali candidati alla carica di sindaco o di consigliere comunale nei suddetti Comuni.

Le notizie relative ai Comuni al voto che dovranno essere comunicate per non precludere l’attività ordinaria della Regione saranno in forma impersonale, quindi senza nomi, dichiarazioni, immagini. 

Al di fuori delle limitazioni sopra elencate, e quindi in merito ai Comuni non chiamati al voto, la comunicazione istituzionale della Regione (Giunta e Assemblea legislativa) proseguirà regolarmente.

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